SAN PANFILO VESCOVO – PATRONO DI SULMONA, SPOLTORE E SCERNI

 

La statua di San Panfilo (Sulmona)

 

San Panfilo nacque nel VII secolo in Abruzzo. Era figlio di un pagano che lo ripudio’ quando lui si converti’ al Cristianesimo. Visse tra il 600 e l’inizio del 700 d.C., durante il pontificato di Papà Sergio I. Fu il quarto vescovo della diocesi di Sulmona-Valva dal 682 al 701.
Il nome Panfilo deriva dal greco Pamphilos formato da pan “tutto” e philos “amico”. Il suo significato è pertanto “amato da tutti, amico di tutti”.
Fu confessore della fede contro l’eresia ariana, diffusa nella Valle Peligna dai Longobardi. L’eresia ariana consisteva nel fatto che veniva negata la divinità della seconda persona della Santissima Trinità, ritenuta creata dal Padre, mentre i primi concili avevano condannato questa eresia affermando che il Cristo, la seconda persona della Santissima Trinità, non è creato dal Padre, ma generato e perciò è Dio da Dio. Cristo è vero Dio e vero uomo.

San Panfilo fermo e forte nella fede confessò la vera dottrina fra le tante tribolazioni. Venne lui stesso accusato di arianesimo e per questo si recò a Roma da Papa Sergio, da cui venne immediatamente discolpato.
Fu uomo dal carattere pacifico, buono e generoso. Dedicò la sua vita ad aiutare i bisognosi, gli indigenti ed i poveri con opere di pietà e con carità inesauribile. E proprio ai pellegrini ed ai poveri preparava quotidianamente la mensa, cibandoli e servendosi di persona.
Morì a Corfinio, di cui fu probabilmente anche vescovo.

 

I festeggiamenti del Santo patrono a Sulmona

 

San Panfilo è il patrono di Sulmona e viene festeggiato il 28 aprile. È anche il patrono di Spoltore e di Scerni, dove vi sono chiese a lui dedicate. Si pensa che il culto di San Panfilo in Spoltore risalga circa all’anno 1000 importato da un gruppo di immigrati da Sulmona.
Una leggenda racconta che il padre, irritato dalla conversione di Panfilo al Cristianesimo, gli ordinò di salire su un carro e di scendere da Pacile fino alla Valle del fiume Gizio. In quel punto la montagna era molto ripida e il carro sarebbe precipitato. Invece sembra che le ruote del carro siano affogate nella roccia, in modo che Panfilo potesse scendere lentamente a valle. Si racconta che ancora oggi sui fianchi del Colle Mitra si possono vedere le orme dei buoi e le scanalature prodotte dalle ruote del carro.

PROVERBI DI SULMONA SU SAN PANFILO

“San Pampene urtulano, se nen piove uogge piove demane” – San Panfilo ortolano, se non piove oggi piove domani
“A San Pampene, la vign spampene” – nel mese di aprile si cominciano a vedere le foglie della vite, i pampini

 

 

Antonio La Civita

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