TRA MITI E LEGGENDE: DA SANSONE E LA NASCITA DELLA MORGIA ALLO STARGATE

La Morgia

 

La leggenda è il rumore che sta sotto alla storia. A volte è un canto. A volte un grido. A volte un suono stridente.

Andrea Carandini

 

Da dove nascano le leggende nessuno lo sa, ciò che però sappiamo che in esse è sempre contenuta una parte di verità, ed è forse per la nostra sete di conoscenza che certe storie ci affascinano, ci incuriosiscono, come fossero una sorta di richiamo del nostro passato. L’Abruzzo si sa che possiede un vero e proprio “patrimonio” di leggende, ovunque si volti lo sguardo, qualche leggenda è sempre a disposizione.
Così, stavolta andiamo a scoprire la leggenda della “Morgia”, un pezzo di roccia piuttosto singolare che si trova vicino Gessopalena in provincia di Chieti.

 

La Morgia vista in prospettiva frontale, da qui è ben visibile l’opera dell’artista Costas Varotsos, dal titolo “Orizzonti”

 

E’ impossibile per lo spettatore che si trovi sulla strada che conduce verso Gessopalena non porsi delle domande o comunque fermarsi incuriosito di fronte ad un pezzo un pezzo di roccia chiamato “La Morgia” simpaticamente definito dalla popolazione locale “lu leon” (il leone) per via della sua forma che ricorda vagamente un leone accucciato.Ciò che però salta anche alla vista è un elemento esterno e che si discosta totalmente dal contesto naturale, inserito nel 1989 dall’artista greco Costas Varotsos, dal titolo “Orizzonti”. Un’opera d’arte, che sicuramente non passa inosservata, ma che fa perdere alla vista, o almeno a mio avviso, la particolarità e la bellezza della montagna.

 

Gessopalena- l’ingresso del vecchio borgo. Nel dopoguerra la pietra della Morgia venne utilizzata per ricostruire Gessopalena e i paesi limitrofi

 

Secondo la leggenda la “Morgia” viene attribuita niente che di meno all’eroe biblico Sansone, il quale prese il masso roccioso e con un solo passo lo portò da Palena a Gessopalena, posizionandolo così come lo vediamo oggi. Il mitico Sansone inoltre lasciò l’impronta del suo piede proprio alla base dell’enorme masso. Ovviamente, dopo tale fatica i bisogni fisiologici sono d’obbligo, così dalla minzione del nostro eroe nacque il fiume Aventino.
In realtà la leggenda ha un fondo di verità, poichè la Morgia è un pezzo della Majella che staccatosi dalla montagna in ere prestoriche rotolò giù a valle terminando la sua corsa proprio qui a Gessopalena.

 

Imponente, La Morgia si erge dominando tutta la vallata…

La Morgia venne così utilizzata per secoli per ricavare materiale da costruzione, tanto che ai piedi dell’enorme masso ne sorse un paesino chiamato “Pesco rottico”, ma dopo l’epidemia di peste del XIV secolo venne abbandonato. L’oblio però non cala mai del tutto ove l’uomo ha lasciato traccia, dai primi racconti orali fino ad arrivare ai giorni ecco che la verità si mescola con la fantasia e da vita ad una nuova leggenda, così oggi si racconta che in questo luogo nacque un’abbazia che con il passar del tempo divenne molto fiorente, ma i rapporti tra monaci e concittadini non erano dei migliori, così i monaci furono costretti ad abbandonare questo luogo di culto… e lentamente il tempo ne cancellò la memoria.

 

Uno stargate?

 

Non sappiamo quanto di vero ci sia circa la storia dell’abbazia, ciò che sappiamo però è che si sentono spesso storie di fantasmi da queste parti, secondo alcuni sarebbero i monaci che cercano la loro antica dimora.
Ma non è finita, perchè con il cambio d’epoca, anche le leggende cambiano “costumi” e le “antiche” storie si rivestono con abiti “new-age” sempre restando però fedeli alla loro origine. Così La Morgia, oggi per molti è uno “stargate”, una porta d’accesso spazio-temporale e che conduce al regno delle fate!

Solo leggende? Ma ogni leggenda ha sempre un fondo di verità e non importa quanto ci sia di vero, ciò che conta è “volerci credere”!

 

 

 

Rossella Tirimacco

Foto: Antonio La Civita

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