LA SEGNALETICA E’ IMPORTANTE PER IL TURISMO? IL GIRO DELL’OCA A PALOMBARO

Perchè a noi piace “perderci”…

A tutti può capitare di perdersi quando ci si trova in luoghi che non si conoscono, ieri è capitato a noi. Ma anche nelle disavventure preferiamo vedere un bicchiere mezzo pieno anzichè mezzo vuoto, così anche l’esperienza odierna ci ha insegnato qualcosa e soprattutto abbiamo appreso cose che non funzionano… come ad esempio la segnaletica stradale che in alcune zone è praticamente “assente”.
Premessa: l’Abruzzo è una terra geograficamente “particolare”, c’è di tutto, mare, monti, laghi, antichi borghi ecc. una terra dove non si può parlare di economia senza tener conto il contesto geografico, non si può parlare di fabbriche come se fossero la panacea di tutti i mali (e chi lo fa è un cialtrone) senza contestualizzare il tutto al territorio. Questo penso sia chiaro per tutti, no? In base al territorio si sono sviluppati paesi, città ecc. e relativa economia locale. Poi, i tempi cambiano e l’industrializzazione con il suo relativo benessere, ha modificato modi di pensare, di vivere e di fare economia.

Il giro dell’oca tra vicoli stretti…

Interi paesi si sono spopolati e altri invece si sono arricchiti e ampliati. I nostri borghi sono arroccati in cima alle montagne, con strade non sempre troppo comode e facili da raggiungere, eppure molte realtà hanno saputo reinventare la loro economia sfruttando le particolarità che li contraddistingueva, sia in termine naturalistici che storici, ed hanno saputo ben usare la carta del turismo con tutti i suoi annessi e connessi, altri invece non sono riusciti in tale impresa e muiono con una lenta agonia.
Detto ciò passo alla “questione”, ieri ci siamo recati a Palombaro in provincia di Chieti, con l’intento di visitare la grotta di Sant’Angelo. Venendo da Guardiagrele, lungo la strada, a circa 4 km prima del paese, un bel cartello ci indica la strada interrotta. Essendo l’unica strada e non conoscendone altre chiediamo quindi ad uomo che si trovava nei paraggi. Cortesemente ci risponde di seguire la strada e di non badare al cartello, poichè la strada era transitabile. Motivo del cartello allora? Mistero.

E si gira…

Arriviamo in paese, e lì parte la caccia al tesoro. Non un cartello, non una segnale, il nulla! Chiediamo informazioni in giro… e così abbiamo iniziato il giro dell’oca dentro e fuori il paese. Infine, troviamo un cartello, scendiamo lungo la strada ma niente, eccoci tornati al punto di partenza! Infine l’incontro con un anziano del paese ci ha riportati in carreggiata indicandoci la strada giusta. Con lui abbiamo fatto due chiacchiere e tra le cose ci ha raccontato che due strade che conducono al paese sono chiuse da più di anno, ciò ha portato numerosi disagi visto che gli autobus non fanno più corse. Le sue testuali parole ” Noi non abbiamo nulla e quel poco che abbiamo non è conosciuto nè pubblicizzato. Chi vuole che venga a Palombaro?”. Frasi che fanno riflettere, poichè Palombaro è in realtà un paesino molto carino ma con una storia ignorata e forse in parte trascurata.

Dove ci troviamo?

Così dopo ben due ore di giri a vuoto, siamo riusciti a raggiungere il sentiero, ma vista l’ora e non avendo idea del tempo di percorrenza a piedi, siamo dovuti tornare indietro. Certo, sicuramente il nostro è stata una partenza all’arrembaggio, avremmo dovuto informarci prima, eppure in questo caso mi sono messa nei panni dei tanti turisti che girano nei luoghi limitrofi dalle località vacanziere e mi son chiesta in che modo si destreggiano con una segnaletica praticamente assente e strade chiuse. Noi ci siamo destreggiati malissimo, nonostante il navigatore poichè in alcuni punti la copertura gps è assente.

Dai, che prima del tramonto troveremo un cartello…

 
La nostra non vuol essere una critica distruttiva, ma assolutamente “costruttiva”, ci auguriamo quindi che questo articolo venga letto dalle figure preposte alla segnaletica: comune, provincia e “Comunità della Majelletta” affinchè provvedano in merito. Piccolo appunto: Sulle indicazioni del sentiero che conduce alla grotta, il n.8 per la precisione, non vi è indicato nè tempo di percorrenza, nè dove conduca, insomma un visitatore casuale dovrebbe procedere “a naso” o diversamente si troverebbe costretto a rinunciare.

Eccolo qui il cartello, l’unico da noi visto, fuori dal paese (infatti le grotte si trovano fuori dal paese, peccato che l’unica segnalazione sia coperta dalle erbacce!).

Concludiamo con un invito, l’Abruzzo è una regione meravigliosa, quella del turismo è una carta fondamentale per una grossa fetta dell’economia. Negli ultimi anni abbiamo visto grandi movimenti di escursionisti, camperisti, famiglie intere con zaini in spalla lungo sentieri impervi di montagna con figli piccolissimi a seguito,  turisti mordi e fuggi, insomma gente che ha dato un volto nuovo al modo di fare turismo e che a modo loro hanno pubblicizzato e fatto conoscere i piccoli centri che per anni erano stati dimenticati (basti pensare a Santo Stefano di Sessanio). E’ importante ripartire dalle piccole cose se si vogliono rilanciare delle realtà che hanno “poco” da offrire, iniziando dal publicizzare e soprattutto “segnalare” strade e percorsi.
 
Ringraziamo anticipatamente per la vostra “eventuale” attenzione in merito al problema.
 
Distinti saluti
Associazione culturale Abruzzo forte e gentile

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