LA TRAGEDIA CHE DECIMÒ LA SQUADRA DI CALCIO DELL’A.S. L’AQUILA

Durante un soggiorno a Torino ho visitato il colle di Superga e mi sono soffermato davanti al muraglione del terrapieno posteriore della Basilica. Qui il 4 maggio 1949 l’aereo che stava riportando a casa l’intera squadra di calcio del Torino, dopo una partita giocata a Lisbona, in fase di atterraggio, a causa della nebbia, si schianto’ contro il muraglione. Le vittime furono 31: i giocatori della squadra (18), i dirigenti (3), gli allenatori (3), i giornalisti (3) e i membri dell’equipaggio (4).

La squadra di calcio del grande Torino

Mi sono ricordato di un’altra tragedia legata al mondo dello sport, quella relativa all’incidente ferroviario in cui fu decimata la squadra di calcio dell’A.S. L’Aquila: il disastro di Contigliano.
L’incidente avvenne il 3 ottobre 1936 sulla ferrovia Sulmona-Terni vicino la stazione di Contigliano, a poca distanza da Rieti.
Una “littorina” (per i più giovani si spiega il termine “littorina”: erano automotrice con motore diesel e il termine fu coniato e diffuso dopo una campagna di stampa effettuata dal giornale “Il Popolo d’Italia” a fine ottobre 1933. Nel gergo popolare questo termine sarà utilizzato anche per altri tipi di automotrici) e un’automotrice postale che marciavano sul binario unico in direzioni opposte si scontrarono frontalmente, causando diverse vittime e numerosi feriti.

La squadra dell’A.S. L’Aquila

Questo incidente fu una delle prime tragedie legate al mondo dello sport, poiché sulla “littorina” viaggiava l’intera squadra di calcio dell’A.S. L’Aquila che partecipava al campionato di serie B 1936-1937.
Alle 6,23 del mattino di sabato 3 ottobre 1936 partì da Sulmona il treno composto da una “littorina” diretta a Terni, con arrivo previsto alle ore 10,21.
Alle ore 07,40 circa il treno arrivò alla stazione dell’Aquila, dove salirono numerosi passeggeri tra cui la squadra di calcio dell’A.S. L’Aquila, diretta a Verona per disputare la partita contro l’A.C. Verona, gara valevole per il campionato di serie B 1936-1937.

Verso le ore 8,00 il treno, quasi al completo, ripartì per Terni. Alle ore 9,45, al km 196 della linea, nel tratto tra la stazione di Rieti e quella di Contigliano, il treno si scontrò violentemente con un convoglio postale proveniente dalla direzione opposta.
Nell’impatto i due convogli si accartocciarono e si incunearono l’uno con l’altro, uccidendo molti passeggeri.


Le vittime furono 15 e tutte le altre 69 persone presenti a bordo rimasero ferite. Tra i deceduti ci fu l’allenatore dei rossoblu’, Attilio Buratti. Il calciatore Marino Bon perse i sensi e fu in un primo momento dichiarato morto; in seguito venne ricoverato e sopravvisse. Tra i feriti ci furono tutti gli altri calciatori in rosa, di cui buona parte non poté più tornare a giocare. La tragedia risparmio’ solo tre dei suoi giocatori: gli squalificati Brindisi e Michetti, e il portiere Stornelli che non riuscì a svegliarsi in tempo per prendere il treno.

Targa commemorativa apposta alla stazione di Contigliano nell’ottantesimo anniversario della tragedia

In virtù dell’accaduto, la Federazione Italiana Giuoco Calcio, propose agli abruzzesi la salvezza d’ufficio senza dover disputare ulteriori partite del campionato, ma il club decise di proseguire ugualmente il torneo.
La squadra venne affidata al tecnico magiaro Andras Kuttik e furono accolti gli aiuti di alcune società calcistiche italiane che offrirono, gratuitamente ed i forma di solidarietà, dei giocatori per completare la rosa; tra questi Otello Trombetta e Giacomo Valentini arrivati dalla Roma.
Nonostante una ripresa nel finale della stagione, L’Aquila si classificò al terzultimo posto, ad una manciata di punti dalla salvezza, e retrocesse così in serie C; da quell’anno i rossoblu’ non sono più riusciti a raggiungere la serie cadetta.

 

Antonio La Civita

Citazioni e fonti: Wikipedia