PERSONAGGI FAMOSI D’ABRUZZO: CORRADINO D’ASCANIO, L’UOMO CHE CREO’ LA VESPA E L’ELICOTTERO

 

Lanzara, D’Ascanio e Fangio a Pontedera, settembre 1956

Corradino d’Ascanio, forse a molti non dirà nulla questo nome o almeno ai più giovani, ma è l’uomo che più di chiunque altro ha dato uno straordinario contributo all’industria due ruote. E’ il primo febbraio 1891 quando a Popoli, un piccolo paesino in provincia di L’Aquila -oggi di Pescara, nasce  Corradino D’Ascanio, un grande abruzzese con una mente geniale e visionaria, a lui si deve infatti l’invenzione della Vespa, fu anche uno dei padri dell’elicottero e grande inventore. Non è sua la paternità del veicolo scooter, ci sono stati altri esempi anche prima della Seconda Guerra Mondiale, come ad esempio la ABC Skootamota del 1921 o il prototipo Fiat del 1938 con la leva del cambio piazzata come quella di un’automobile, ma è sicuramente sua la realizzazione più geniale, utile ed anche bella del più cittadino dei veicoli.

 


Di Vespa ne sono state costruite oltre 17 milioni di esemplari dalla prima del 1946, ma paradossalmente Corradino D’Ascanio la considerava la sua “rovina”. Perché il successo dello scooter più famoso al mondo aveva, di fatto, impedito alla Piaggio di continuare a finanziare gli studi sull’elicottero, la vera ragione di vita e il sogno dell’ingegnere abruzzese. l’ingegner D’Ascanio, che prima di diventare il progettista della Vespa aveva costruito vari prototipi di elicottero ed è riconosciuto come uno dei padri di questo oggetto molto complicato e ingegneristicamente molto impegnativo. È il 1930 quando, sull’aeroporto di Ciampino, il suo elicottero si solleva e vola stabilmente. Ma gli enormi costi di realizzazione dell’elicottero mandano quasi in rovina D’Ascanio, che dalla sua fervida mente congegna nel 1931 un’elica alla quale si possa variare il passo in volo: l’invenzione interessa la Piaggio per dotarne i suoi motori che venivano montati sui bombardieri. Da qui lì ingresso nella fabbrica di Pontedera nel 1934 (vi rimarrà fino al 1961) all’inizio come direttore tecnico dell’ufficio studi delle eliche con la richiesta di integrare lo stipendio con una royalty del 10% per ogni elica venduta. L’attività aeronautica di D’Ascanio continuerà anche dopo la seconda guerra Mondiale ma viene interrotta nel 1952 complice un incidente di volo che porta Enrico Piaggio a bloccare ogni sviluppo dell’elicottero. L’ingegnere abruzzese si dedicherà maggiormente allo scooter e alla piccola automobile di Piaggio, la Vespa 400 cc con motore bicilindrico due tempi di 393 cc, cambio a tre marce e velocità massima di 90 km/h.

 

Corradino d’Ascanio, Elicottero

Corradino d’Ascanio fu anche un grande inventore che spaziò da oggetti come il distributore orario di sigarette (fatto per se stesso, per cercare di fumare meno) a un sistema per monitorare automaticamente l’inclinazione degli aeroplani lateralmente e nel beccheggio, a un forno elettrico per la cottura del pane, una macchina per la ricerca e la catalogazione dei documenti, (1925), il segnalatore di eccesso di velocità, ma anche l’embrione della cyclette. Per spingere ancora di più le vendite della Vespa, progettò degli espositori “magici” che facevano apparire lo scooter sollevato da una colonna d’acqua oppure in equilibrio su un ramo di pesco (con un adeguato contrappeso ben occultato alla base) sino a far correre letteralmente la Vespa senza nessun sostegno su un sottile filo metallico grazie a un giroscopio che la teneva in perfetto equilibrio: una vera magia!

 

Sulle origini del nome Vespa si sono scritte molte “verità”, come quella del rumore di scarico simile a quello prodotto dall’insetto, ma la più accreditata è quella riferita al fatto che Enrico Piaggio vedendola con quella sua codona e la vita sottile cavalcata da un robusto collaudatore abbia detto “reggerà il peso con quella sua vitina da vespa?”. Ma esisteva un’altra Vespa, sempre a due ruote e costruita nel 1943 da un’altra azienda aeronautica, la MV Agusta (qui la foto). Viste le sorti sicuramente già segnate della Seconda Guerra mondiale anche la MV che produceva aerei su licenza e pure gli riparava, pensò di riconvertirsi alla produzione di motociclette. Realizzato in gran segreto un prototipo, nascondendolo ai soldati tedeschi che occupavano la fabbrica, la moto era una semplice due tempi con motore di 98 cc, tre marce e capace di una potenza di 3,5 CV a 4.800 giri. Pesava solo 70 kg, sfiorava i 65 km/h e costava 135.000 lire. E il suo nome, almeno all’inizio era proprio Vespa, ma poi si rimediò sulla sigla che ne evidenziava la cilindrata poiché la Miller Balsamo di Milano aveva già depositato questo nome nel 1935. La Vespa di Piaggio ha questo nome sullo scudo probabilmente perché non era considerata una “vera” moto, nonostante che nel brevetto depositato nell’aprile del 1946 la si presenti come: “motocicletta a complesso razionale di organi ed elementi con telaio combinato con parafanghi e cofano ricoprenti tutta la parte meccanica”.

Corradino d’Ascanio

 

 

Nel corso dei suoi novant’anni, vissuti intensamente, D’Ascanio ha ricevuto numerosi riconoscimenti per la sua genialità, ma anche per la sua generosità e per la sua passione verso la conoscenza, non disgiunta da uno spirito critico e da un perfezionismo, indirizzati per lo più verso le proprie realizzazioni. L’archivio D’Ascanio è attualmente depositato presso l’Archivio di Stato di Pescara; oggi più che mai le invenzioni, i ritrovati tecnici, i progetti sono oggetto di indagine di studenti, studiosi del volo verticale e storici del design industriale: la figura di Corradino D’Ascanio,degnamente valorizzata in questi ultimi vent’anni nella sua regione, anche grazie al silenzioso contributo degli archivisti è diventata motivo di orgoglio per tutti gli abruzzesi.

 

Fonte articolo: http://www.motociclismo.it/corradino-drsquoascanio-lrsquouomo-che-creo-la-vespa-e-molto-altro-moto-56110

http://www.archiviodistatopescara.beniculturali.it/index.php?it/206/corradino-dascanio-biografia

 

 

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