EREMO DI SAN GIOVANNI ALL’ORFENTO: QUANDO LA FORZA DI SPIRITO RIESCE A FARTI “SCALARE LE MONTAGNE”

 

Veduta della grotta dell’eremo di San Giovanni

 

Nei secoli, sono stati molti gli eremiti che nei monti d’Abruzzo hanno cercato un rifugio dove poter vivere in solitudine. Tra mille privazioni, supportati da una fede incrollabile e dalla preghiera, qui hanno lasciato le loro tracce nella nuda pietra. Stavolta andremo a far visita ad uno degli eremi più suggestivi d’Abruzzo, posto nella riserva naturale dell’Orfento, sul versante alto della Majella a 1227 slm.

 

La gradinata che conduce all’eremo

Si tratta dell’eremo di san Giovanni all’Orfento a Caramanico, uno dei più difficili da raggiungere tra quelli abitati da Celestino V. La grotta è interamente incastonata in una parete rocciosa, e per raggiungere l’ingresso è necessario strisciare a pancia in giù per uno stretto passaggio sospeso nella roccia a qualche metro da terra. Non si hanno notizie certe ma secondo le testimonianze, sembra che Pietro da Morrone, futuro Celestino V, abbia soggiornato in questi luogo dal 1284 al 1294, anche se la sua presenza è stata rivelata in anni precedenti a tale date. Sappiamo per certo che lasciò l’eremo di San Giovanni nel 1294 per trasferirsi a Sant’Onofrio al Morrone, luogo che abbandonò dopo appena 13 mesi, per essere incoronato papa.
Inizialmente Pietro, visse in totale solitudine nella grotta, solo in un secondo momento, quando sopraggiunsero i suoi discepoli, fece costruire un piccolo edificio.

In questo punto, come si vede dall’immagine, bisogna strisciare per accedere all’interno della grotta dove visse Pietro da Morrone

Riporta il sito casecatalano.com che ne fa una dettagliata descrizione: L’eremo di S. Giovanni all’Orfento era costituito da alcuni ambienti dedicati all’eremitaggio e sotto di essi da una chiesetta, alcune cellette per i monaci, una foresteria per i pellegrini, ma solo i primi sono ancora accessibili, anche se a fatica. L’accesso all’eremo avviene attraverso scale e camminamento scavati nella roccia, la cui larghezza in alcuni punti non è più ampia di 50 centimetri e che in prossimità dell’ingresso si interrompe per alcuni metri costringendo, il visitatore a strisciare. Una volta entrati nell’eremo di S. Giovanni all’Orfento troverete due piccoli ambienti con numerose nicchie scavate nelle pareti e un altarino. L’impianto idrico, scavato nella roccia, raccoglie l’acqua piovana in alcune vasche, quasi tutte ancora funzionanti.

L’interno della grotta

Si scorge una piccolissima croce che segna l’inizio della scalinata d’accesso lunga all’incirca otto metri e porta a varie stanze, la più importante, dove c’è l’altare, è alta solo un metro.
Per accedervi occorre munirsi di autorizzazione rilasciata dalla forestale di Caramanico.

Sicuramente una visita all’eremo di San Giovanni all’Orfento, richiede una grande fede ma soprattutto “coraggio” e capacità di affrontare un percorso… piuttosto scomodo. Ma forse è proprio questa la sua bellezza, mettersi alla prova e raggiungere una grotta che non tutti hanno la fortuna di vedere. A volte le difficoltà rafforzano il nostro spirito,  rendendoci capaci di cose inimmaginabili. Viviamo in una società estremamente comoda, dove tutto è a portata di mano, forse è anche per questo che oggigiorno un piccolo problema diventa gigantesco. In parte perchè abbiamo dimenticato di essere “molto più” di ciò che crediamo, in parte perchè un sasso lo vediamo come una montagna. Raggiungere quest’eremo, non è tanto una prova di forza, quanto del proprio spirito… una prova che ci dimostra che nella vita “nulla è impossibile” e anche “TU PUOI FARCELA”!! Bene, siete pronti per una visita in uno degli eremi più suggestivi d’Abruzzo?

 

Rossella Tirimacco

Citazioni e fonti: casecatalano.com

Foto: dal web

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