PRIMIANO MARCUCCI: BRIGANTE PER AMORE

Primiano Marcucci, ripreso nel 1911 dopo il carcere. Collezione Fortunato Rossetti, Campo di Giove.

 

L’amore è il più elevato dei sentimenti, il più nobile, il più puro… è la massima espressione della bellezza dell’essere umano. In un mondo che costantemente mette alla prova la nostra capacità di sopravvivenza, oggi come ieri, l’uomo ha sempre riposto la sua capacità di combattere e di andare avanti nell’amore.
E’ questa la “forza” più potente che esiste in natura, grazie all’amore, si possono fare cose inimmaginabili… anche diventare un brigante…

 

Fabiano Marcucci, anzi Primiano come lo chiamava la nonna, nacque a Campo di Giove nel 1840. Rimasto orfano del padre in tenera età, acquisiti i primi rudimenti del mestiere di pecoraro dal nonno, entrò alle dipendenze di Don Vincenzo, patriarca della casa nobiliare dei Ricciardi. I Ricciardi erano proprietari terrieri ricchi in bestiame; in paese erano padroni e signori sulle cose e sugli uomini.

Come pecoraio cominciò a frequentare la montagna, seguendo le greggi negli spostamenti diurni e dormendo al freddo negli stazza, insieme agli animali. Crescendo innocente d’animo e forte di carattere, Primiano entrò ben presto nelle grazie del suo padrone, che si mostrò generoso e quasi paterno con il ragazzo.

Sulla montagna Primiano conobbe una ragazza che insieme alla famiglia lavorava nello stazzo: muoveva le pecore e preparava il formaggio. Giovannella era giovane e bella e Primiano se ne innamorò in modo dolce e naturale in sintonia con la semplicità dell’ambiente e della vita pastorale.

Il destino però doveva dimostrarsi avaro con i due poveri ragazzi. Don Vincenzo infatti volle costringerlo a sposare Lina, la giovane figli di un’amica, e la parola di Don Vincenzo era legge in paese. Primiano che aveva nel cuore la sua Giovannella, rispose al suo padrone con un rispettoso ma fermo rifiuto.

Don Vincenzo accecato dall’ira nel vedere la sua rispettabilità calpestata, lo relegò nel palazzo a guardia dei porci, per impedirgli di vedere Giovannella.

Il furto di uno dei maiali fu la scintilla che accese la tragedia. Don Vincenzo esasperato dalla caparbietà del ragazzo, lo colpì al viso con uno scudiero. Primiano si trattenne a stento e si allontanò giurando vendetta.

Quella notte stessa, salito agli stazzi dei Ricciardi, non visto dai mandriani, liberò mucche e pecore in gran numero. Cresta su cresta, dal Guado di Coccia salì verso Tavola Rotonda. Qui raggiunte le pareti rocciose che sovrastano la caratteristica “Pescia de Baccalà “, con fredda determinazione spinse giù dal dirupo gli animali, uno a uno.

Vaneggiando si allontanò dalla zona; sapeva che la sua libertà era finita, che aveva perso per sempre la casa, gli affetti, il lavoro, il sogno di una vita onestà e rispettabile.

Non aveva scelta e, come tanti prima di lui, si diede alla macchia e si fece brigante. E Primiano divenne uno dei briganti più temuti e crudeli della regione.

Fu ricercato dalla polizia di tre province, con una taglia sulla testa di ben 4250 lire; all’epoca una cifra esorbitante.

Le sue avventure sono tante e non si possono raccontare tutte. Primiano fu catturato dopo sei lunghi anni di vita da brigante, quando ormai organizzava la fuga in America. E fu catturato per il tradimento di Nannina, la sua amante, che lo consegnò alle forze dell’ordine in cambio di denaro.

Durante il processo confermò senza rimorso e con fare spavaldo di avere ucciso qualche centinaia di persone. Fu condannato a morte e poi all’ergastolo.

Dopo quarantacinque anni di prigione, per grazia ricevuta per aver mantenuto un lodevole comportamento fu rilasciato nel 1911 e fece ritorno al suo paese natale. Aveva settantuno anni.

All’arrivo del treno nella piccola stazione di Campo di Giove, tutto il paese era ad attenderlo in silenzio, stretto sull’unico marciapiede. Tutti erano smaniosi di vedere il leggendario Zi Primiano, brigante per amore che aveva avuto il coraggio di ribellarsi al suo padrone, un eroe per i miseri e gli oppressi.

 

 

Pubblicato da Antonio la Civita

Fonte: www.ilupidelgransasso.it

Fonte foto  Primiano Marcucci di proprietà “Collezione Fortunato Rossetti”, Campo di Giove, per gentile concessione a .Intraisass.it

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