PAURE INDOTTE ED AUTOALIMENTATE: IL POPOLO ABRUZZESE HA BISOGNO DI SCARICHE DI ADRENALINA O DI CONOSCENZA REALE?

Il disegno di Caterina

La paura è un’emozione primaria in risposta ad una percezione di pericolo avvertito dall’ambiente, la cui funzione è quella di preparare il corpo per l’attacco o per la fuga.
Ma cosa succede quando il corpo umano viene tenuto costantemente in uno stato di allerta? Cosa succede quando migliaia di individui vengono sistematicamente bombardati da notizie catastrofiche? Cosa accade quando una popolazione viene allarmata per un pericolo derivante da una convivenza con il proprio territorio che ancora non è riuscita a comprendere e ad accettare? Il risultato che avremo sarà quello di una psicosi di gruppo con conseguente incapacità “reale” di affrontare l’ostacolo che si ha di fronte. Quando un essere umano percepisce per tutto il giorno una pressione come quella che in questo momento il popolo abruzzese sta subendo, finisce con il diventare egli stesso vittima di un mostro creato ad hoc da un sistema mediatico scorretto e da una politica di incapaci. Viviamo su una terra altamente sismica, questo va ricordato ed “accettato” e, ci troveremo “sempre” a dover fare i conti con i terremoti. Essere consapevoli dei pericoli del suolo su cui poggiamo i piedi e su cui piazziamo costruzioni spesso “assurde” è l’unica strada da percorrere e che può salvarci da un pericolo come quello derivante da un sisma. Allo stato attuale ci troviamo di fronte ad uno scenario, sicuramente non facile, ma la paura “indotta”, in questo momento non aiuta nessuno, al contrario ci rende privi di “discernere” il pericolo vero da quello illusorio.


Per tale ragione è necessario ritornare in uno stato di “lucidità” e iniziare a valutare le reali possibilità dello scenario che il sistema mediatico ci sta proponendo e trovare eventualmente soluzioni per il problema. In realtà il terremoto non è un problema, il problema è solo una “costruzione” dell’uomo e delle sue azioni scellerate e costantemente reiterate; ma questa è un’altra storia,  in questo momento ciò che ci occorre davvero è iniziare a “capire” cosa sono i terremoti, come si muove il sottosuolo e l’energia che viene rilasciata sotto i nostri piedi.
Ogni abruzzese ha il “DOVERE” di conoscere la propria terra, ha il dovere di comprendere la geologia anche senza nessun titolo accademico, ha il dovere di difendere la propria regione da quanti vogliono metterla in ginocchio con senzionalismi giornalistici, ha il dovere di dire “Basta!” a questi teatrini che non portano soluzioni ma che aggravano solo il problema! Dire “ci rialzeremo” non serve, ci si rialza da “adesso”, fieri e forti come i nostri lupi! La strada da percorrere la conosciamo ed è solo una, si chiama “conoscenza”.

A seguito la relazione  del  prof. Antonio Moretti, docente di geologia e speleologia dell’Univesita’ degli Studi di l’Aquila. http://abruzzoforteegentile.altervista.org/scenari-apocalittici-probabili-comunicati-stampa-inopportuni-considerazioni-del-geologo-moretti/

Rossella Tirimacco

 

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