LE MIETITRICI: IL CONTRIBUTO DI BASILIO CASCELLA PER “LA CASA DEL PANE”

Il pittore abruzzese Basilio Cascella (Pescara, 1860-Roma, 1950) illustrò nei primi dieci anni del Novecento una serie di dodici cartoline, conosciute come “Le mietitrici”. L’opera del Cascella nacque grazie al progetto dell’antiquario e filantropo romagnolo Giuseppe Sangiorgi che sognava l’istituzione di una rete di “Case del Pane” diffusa in tutta Italia per offrire gratuitamente ai poveri tale bene primario.

Basilio Cascella

 

Il contesto economico e sociale, a quel tempo, non era dei migliori: gli strascichi delle crisi politiche ed economiche degli ultimi anni del secolo IXX contribuivano a marcare le differenze tra i ceti ricchi (nobiltà, imprenditoria, borghesia) e quelli meno abbienti (contadini, piccoli artigiani); la rapida conversione all’industrializzazione dei processi produttivi, attuata in quegli anni, contribuiva peraltro all’aumento della disoccupazione e conseguentemente al tasso di povertà dei livelli più bassi della scala sociale. Il pane, unico alimento per gran parte della popolazione, costava molto di più di quanto tanti si potessero permettere e la malnutrizione era una delle cause più frequenti di morte, associata alla insalubrità delle abitazioni e degli ambienti di lavoro.

Giuseppe Sangiorgi

 

L’iniziativa del Sangiorgi – che desiderava appunto che i ceti abbienti fossero concretamente solidali con la parte della popolazione in serie difficoltà economiche, fu appoggiata da molti intellettuali dell’epoca (il poeta Giovanni Pascoli, per esempio, redasse l’introduzione di un libro del 1904, “Per la Casa del Pane”, in cui il filantropo esponeva la propria teoria sul diritto al pane per tutti e sulle modalità per renderlo operativo) e anche dalla Regina Margherita di Savoia, che con il suo patronato sponsorizzò l’iniziativa benefica. L’azione di Sangiorgi non si limitò alle semplici parole, ma anche ai fatti: già nel 1903 aveva infatti messo a disposizione la propria casa natale di Massa Lombarda e un contributo di 15.000 Lire per la realizzazione della prima “Casa del Pane”, ispirata alle sue teorie.

Il libro del Sangiorgi

 

L’illustrazione delle cartoline fu eseguita da Domenico Baccarini, pittore faentino, che contribuì con sei scene della mietitura e della panificazione, che sono ora conservate nella Biblioteca di Forlì. Esse rappresentano “la tempera dei vomeri”, “l’urlo di gioia dopo la mietitura”, la “trebbiatura con i buoi”, la “trebbiatura coi cavalli”, “la croce sul campo seminato” e il “ritorno dalla mietitura”; da Alberto Bianchi, giovane illustratore riminese alle prime armi, che contribuì con sei scene relative al ciclo del pane (aratura, semina, mietitura, trebbiatura, molitura e panificazione) e da Basilio Cascella, che realizzò appunto una serie di dodici illustrazioni raffiguranti giovani mietitrici nei costumi regionali italiani.

Domenico Baccarini “La croce sul campo seminato”

 

Le cartoline illustrate da Basilio Cascella erano accompagnate da un francobollo commemorativo, autorizzato dal Ministero delle Poste, del valore di cinque centesimi. Il ricavato della commercializzazione doveva servire a realizzare così l’idea di Sangiorgi.

Dal 1903 al 1910, il Ministro delle Poste e Telegrafi concesse l’emissione di un erinnofilo (chiudilettera) per ricordare l’istituzione della Casa del Pane, un francobollo quadrato da cinque centesimi.

 

L’entusiasmo iniziale per le Case del Pane si spense però nel giro di pochi anni, a causa della progressiva defezione dei finanziatori delle varie iniziative: essi erano tutt’altro che interessati ai meri aspetti benefici delle stesse ed una volta accertato che non vi erano ritorni economici di alcun tipo, preferirono senz’altro abbandonare il progetto. La Grande Guerra fece poi il resto.

 

 LE MIETITRICI

 

 

Fonte articolo Italian ways “Le mietitrici di Basilio Cascella” 

“Le Case del Pane”

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