LE FANOGLIE: “UNA TRADIZIONE DALL’ANNO MILLE AL TEMPO DI FACEBOOK”

Statua di san Domenico

Il 22 Gennaio del 1031 moriva a Sora San Domenico, lasciava per sempre il mondo terreno per raggiungere con serenità il mondo celeste, il mondo dello spirito, della pace e della vita eterna. Questa è diventata poi una data importante per il ricordo del Santo, perché a Villalago, in suo onore, si accendono le “fanoglie” e si prega insieme. Sicuramente anche in altri paesi viene ricordato e festeggiato San Domenico in questa data, ma a Villalago questa manifestazione è diventata una tradizione unica e molto sentita da tutto il popolo, dai bambini alle persone anziane.

Eremo di San Domenico (Villalago)

Oggi è facile procurarsi la legna , ma anticamente, in periodi storici in cui regnava la povertà, erano i ragazzi che andava a chiedere di casa in casa un pezzo di legna per poter accendere il fuoco nel loro rione. Si stava tutti insieme pregando e raccontando le storie e i miracoli di San Domenico. Non si conosce la data precisa dell’inizio di questa tradizione, ma secondo il mio modesto punto di vista, per quanto riguarda tutte le tradizioni e le feste in onore del Santo dobbiamo tenere presente queste date importanti: 22 gennaio 1031 e 22 agosto 1104.

Una fanoglia prima di essere bruciata

 

Il 22 agosto del 1104 il Sommo Pontefice Pasquale II benedice e consacra la chiesa di S.Domenico a Sora, riconoscendo il culto pubblico al Santo. Il monaco benedettino Domenico diventava ufficialmente Santo, per la sua vita ascetica e per i suoi numerosi miracoli. Il culto fu poi riconfermato anche dal papa Innocenzo III.

 

L’accensione della fanoglia

 

Successivamente quel luogo cominciò ad essere visitato con cadenza annuale in due giorni particolari : il 22 gennaio( giorno della morte del Santo) e 22 agosto (giorno dedicato alla consacrazione del culto di San Domenico). In quei giorni la grotta era meta di pellegrinaggi spontanei e di preghiere collettive.
Il 22 gennaio, com’era consuetudine venivano accesi dei fuochi in onore di alcuni santi in altri territori, a Villalago si iniziò ad accendere il fuoco (detto fanoglia) in onore di San Domenico. E sicuramente i primi fuochi o fanoglie per ricordare la morte di San Domenico furono accesi dai frati nello spazio antistante il loro Monastero. I frati trasmisero questa tradizione anche agli abitanti di del primo nucleo di Villalago e la prima fanoglia in paese fu accesa proprio nel rione del Colle, in uno spazio adiacente al Torrione.

Il fuoco divampa

Successivamente questa tradizione fu continuata anche negli altri spazi del primitivo Villalago, come il largo davanti alla Torre della liberta’(Vicinato di mezzo) che è stata la prima piazzetta del paese. Poi i fuochi vennero accesi anche nella piazzetta adiacente l’ex Municipio, poi nel largo davanti alla Chiesa Parrocchiale ed infine nel largo spazioso diventato poi la Piazza Celestino Lupi. Questa tradizione ormai secolare non è stata mai interrotta anche se il consumismo e le comodità hanno cambiato alcune consuetudini, ma l’importante che non venga mai abbandonata e che venga sentita sempre come un momento di raccoglimento e di ringraziamento ala Santo che ha fondato Villalago. In questi anni i giovani di Villalago organizzano la loro fanoglia nel rione Colle, dove probabilmente c’è stata la prima fanoglia organizzata dai primi di Villalago.

 

Ci si scalda intorno al fuoco

 

Questa è stata una idea importante perché ci riporta ad una tradizione millenaria. Quel fuoco dedicato al Santo dava tanta forza alla povera gente per affrontare i problemi e i pericoli di un intero anno.
I monaci del Monastero da quel momento diffusero il culto di San Domenico tra tutte le popolazioni, andavano per le chiese, allora già esistenti, a far conoscere la vita e le opere del Santo. Nei loro sermoni ricordavano i suoi miracoli e le date importanti che dovevano essere sempre festeggiate in suo onore e cioè il 22 gennaio e il 22 agosto.

© Simone Lupi

Foto dell’autore

Precedente IL CULTO DI SANT'ANTONIO ABATE IN ABRUZZO Successivo FARA FILIORUM PETRI: LE FARCHIE E SANT'ANTONIO