L’ABRUZZO E’ DOVE VOGLIO VIVERE E MORIRE

 

Capita spesso di sentire parlare dell’Abruzzo in termini entusiastici da parte dei turisti, ma Michael non è un semplice turista. Lui è arrivato in Abruzzo per una breve vacanza e si è innamorato di questa regione. Le sue parole sono una dichiarazione d’amore per una terra dove lui “vorrebbe vivere e morire”. Parole toccanti e che commuovono profondamente. Leggendole  si comprende il punto di vista di un cittadino statunitense che confronta due mondi lontani e diversi tra di loro: gli Usa e l’Italia. Michael  osserva attentamente ciò che lo circonda, un mondo a lui completamente nuovo e che riesce e a stupirlo ogni giorno. Egli resta meravigliato “delle lucertole, delle donne che stendono il bucato, delle persone che socializzano per strada, la campana che suona a mezzogiorno, i bambini che giocano nel parco”. Tutti particolari a cui la gran parte non da più molta importanza. Ma Michael, quasi con gli occhi di un bambino ci fa riscoprire un mondo che “fuori” vedono come privilegiato…e che noi dovremmo difendere come il più prezioso dei tesori.  Ringraziamo Michael per questa sua preziosa testimonianza, grazie per averci stupito e nello stesso tempo commosso. Sei il benvenuto in questa terra che probabilmente in un altro “tempo” ti ha “generato”.

 

“Abruzzo nella mia mente (3 ott 2017)”

 

© di Michael Mazzenga 

Stamattina mi sono svegliato pensando che solo un anno fa, in questo preciso momento, mi trovavo in Italia, nella bellissima Teramo in Abruzzo. Amavo ogni secondo che trascorrevo. Amavo la camera d’albergo dove alloggiavo e il quartiere in cui mi trovavo. Amavo svegliarmi ascoltando le voci del vicinato. Ricordo le stradine secondarie, vecchie di secoli e realizzate in epoche in cui le automobili nemmeno erano state pensate, di tanto in tanto si udiva un suono di clacson. Le voci eccitate e acute di ragazzini che giocavano nel colorato parco giochi della piccola scuola che si trovava dall’altra parte della strada. Le voci di madri, figlie e nonne che portavano dentro il bucato o uscivano fuori per stenderlo su dei fili legati alle ringhiere dei balconi. L’incanto della musicalità della lingua italiana è ovunque intorno  a me.

Ero l’unico nell’albergo che parlava inglese e in città, pochissime persone lo parlavano. Amavo tutto. Il mio italiano è molto semplice, quindi non sono stato “obbligato” a migliorarlo, ho però beneficiato del sostegno di persone molto amichevoli che hanno apprezzato i miei “half-assed”, i miei tentativi di parlare la loro lingua. Non ricevono molti turisti di lingua inglese, specialmente provenienti dagli Stati Uniti, e che alcuni di loro considerano molto glamour a causa dei film e dei video musicali americani. Non sanno che la maggior parte della gente qui è costretta a sgobbare ogni giorno nelle strade per la schiavitù salariale, e vivendo poi notti di malsane abitudini. Solo di rado aprono le ali e vivono davvero …

L’Abruzzo è dove gli italiani vanno in vacanza, è “il paese”: montagne, foreste e spiagge, piccole città e paesi che sono in qualche modo più intrisi di storia che di modernità. Questo fa sì che alcuni residenti si sentano come se il passato è preferibile al presente, poichè sono stati lasciati indietro, lasciati fuori dai progressi del mondo. Le decisioni e il denaro del governo italiano tendono a concentrarsi maggiormente sulle grandi città turistiche internazionali come Roma e Venezia.

Ho adorato passeggiare per Teramo e per le sue colline circostanti, e l’ho fatto per ore ogni giorno. Mi sono piaciute molto le simpatiche lucertole che correvano in giro e attraverso le muri in pietra, tra gli alberi e i cespugli e attraverso i marciapiedi così velocemente che a volte non ero sicuro di vedere davvero qualcosa che si muovesse davanti ai miei occhi. Adoravo le antiche rovine romane; l’antico e il moderno sembravano tutt’uno in molte zone dove si ergevano edifici moderni tra antiche rovine. Adoravo i piccoli musei senza pretese in cui erano esposte sculture, pezzi architettonici e altri manufatti risalenti a migliaia di anni fa. In un museo vi era esposto lo scheletro di una donna del Neolitico con il suo cane. Erano ancora parzialmente affondati nel terreno in cui furono trovati. I loro corpi, esposti in quella teca di vetro, destarono in me grande meraviglia!
Adoravo la grande chiesa medievale nella piazza principale con la sua torre dell’orologio e la campana che suonava a mezzogiorno, nell’ora in cui la gente, escluso quelli che lavorano nei ristoranti e nelle caffetterie, pizzerie e gelaterie, smettono di lavorare e passano quattro ore a mangiare, bere e socializzare nelle piazze e lungo le strade e sui marciapiedi. Rimasi stupito nel vedere che metà della città trascorreva il pomeriggio a bere alcolici all’aperto – poichè i locali come bar, ristoranti, caffetterie hanno tutti tavoli e sedie all’esterno – e non ho mai visto una volta uno scontro tra le persone o discutere per argomenti seri. Parlavano tra di loro amichevolmente- una “Old Country tradition” che gli italo-americani non hanno perso – mai nessuna vera ostilità. Nemmeno una volta ho visto persone ubriache o cadere a terra. Così spesso ho pensato: “Queste persone sanno come vivere!”

La lingua italiana fa suonare come tutto abbia un buon sapore, e tutto in Abruzzo ha un buon sapore, anche i cibi che normalmente non mi piacciono “a casa”. Non solo per le famose arti italiane della preparazione del cibo, ma anche perché il cibo è più fresco, più di provenienza locale e correttamente coltivato rispetto al troppo cibo trattato, monocultura aziendale geneticamente modificato Frankenfood, con cui ci accontentiamo – e ci ammaliamo – qui negli Stati Uniti. Nuovi amici mi hanno portato in alcuni ristoranti davvero accoglienti con cibo straordinario e vino eccellente! Danno tutto per scontato, solo un’altra notte godendosi ‘la dolce vita’.

C’erano così tante persone incredibilmente belle e davvero affascinanti che spesso facevano il possibile per compiacermi. Ho fatto amicizia, e spesso penso a loro e al fatto che vorrei rivederle al più presto. E sarei con loro se non fosse per la burocrazia che i governi creano per impedire alle persone che non sono ricche di vivere dove vogliono. Un uomo conosciuto allora mi portò persino a casa sua per farmi conoscere la sua famiglia. Prepararono un fantastico pranzo di quattro portate dove c’era di tutto e di più. Un altro invece, disse che la prossima volta che sarei stato in Abruzzo mi avrebbe nascosto così che una volta scaduto il permesso turistico, il governo italiano non avrebbe potuto “rimpatriarmi” haha! Per cosa sono gli amici, se non per darti del buon cibo e nascondere il tuo pazzo culo dai governi fascisti?

Tutto il tempo è stato magico per me, ogni momento che ho passato è stato come un sogno antico che si è avverato, dalla bella sera fresca che sono arrivato pieno di speranza e meraviglia, alla triste giornata di sole che ho sono salito sull’autobus per tornare a Roma. Ero così affranto all’idea di ripartire che non riuscivo a smettere di allungare il collo all’indietro per vedere la piccola città che sembrava una lunga patria perduta che si allontanava alle mie spalle, mentre le nobile montagne rocciose innevate impedivano la vista delle città limitrofe e delle sue abitazioni dai tetti rossi e delle verdi colline circostanti. Lentamente, tutto svaniva come nella nebbia.

L’Abruzzo è dove voglio vivere e morire, magari in un crepaccio sul maestoso Corno Grande, il punto più alto della penisola italiana. Se cado morto prima che possa tornare e restare per sempre, il mio cuore-mente disincarnato si librerà nel vento, affondando e stabilendosi felicemente nel suolo ricco e delizioso del bellissimo Abruzzo.

 

Traduzione © 2018 Michael R Mazzenga

Abruzzo On My Mind (3 Oct 2017)

This morning I woke up thinking about how at this time last year I was in beautiful Teramo in Abruzzo, Italia. Loving every second of it. Loving the hotel room I had and the neighborhood it was in. Loving waking up to the sounds of the neighborhood waking up. The occasional car horn on the narrow back streets already centuries old before anyone ever thought about automobiles. The excited high-pitched voices of little kids playing in the brightly colored playground of the small school across the street. The voices of mothers and daughters and grandmothers bringing in or putting out laundry on wash lines and balcony railings. The enchanting music of Italian being spoken all around me.

I was the only one in the hotel who spoke English and in town, as well, very few people spoke English. I loved it. I only know some very basic Italian, so not only was I “forced” to improve upon it, I was also the beneficiary of people who were maybe extra-friendly to me because they appreciated my half-assed attempts at speaking their language. They don’t get many English-speaking tourists there, especially not from the U.S., which some of them see as being very glamorous because of American movies and music videos. They don’t know that most people here are drudging their way through days of wage slavery and nights of unhealthy coping habits, only rarely spreading their wings and really living…

Abruzzo is where Italians go for vacation, it’s “the country” – mountains, forests and beaches, small cities and towns that are in some ways more steeped in history than in modernity. This makes some residents feel like the best is in the past, that they’re being left behind, left out of the world’s progress. The Italian government’s decisions and money tend to be focused more on the big international tourism cities like Roma and Venezia.

I absolutely loved walking around Teramo and its surrounding hills, and did so for hours each day. Loved the cute little lizards scampering around and through the stone walls, among the trees and bushes and across the sidewalks so quickly sometimes you’re not sure if you really saw something moving out of the side of your eye or not. Loved the ancient Roman ruins, some with modern buildings rising right out of the middle of them. Loved the unassuming little museums with sculptures, architectural pieces and other artifacts dating back thousands of years: one had the skeletons of a Neolithic Age woman and her dog still partly sunk into the ground in which they were found, which had been carefully removed entirely so as not to disturb the bones, and placed under glass for me to wonder over. Loved the large Mediaeval church in the main piazza with its tall clock tower and bell bonging out noon time, when everyone except those working the restaurants and cafes, pizzerias and gelaterias stop working and spend the next four hours eating, drinking and socializing in the piazzas and along the streets and sidewalks. It amazed me that half the town spent each afternoon drinking alcohol in public – because the food-and-drink places all have tables and chairs outside – and I never once saw a fight or even a serious argument. Of course there were friendly arguments – an “old country tradition” that Italian-Americans haven’t lost – but never any real hostility. And no one falling down drunk either. So often I thought, “These people know how to live!”

The Italian language makes everything sound like it tastes good, and everything in Abruzzo does taste good, even foods I normally don’t like “at home”. Not only because of the famous Italian arts of preparing food, but also because the food there is fresher, more locally sourced and properly grown than the overly processed, genetically modified, corporate mono-cultured Frankenfood we settle for – and sicken ourselves with – here in the U.S. New friends took me to some really welcoming restaurants with amazing food and excellent wine! They take it all for granted, just another night enjoying ‘la dolce vita’.

So many people there were incredibly nice and really charming, often going out of their way to please. I made friends I think of often and hope to see again before long, and would be hanging out with right now if not for the red tape governments create to stop working class people from living wherever they want to live. One even brought me into his home to meet his family, who prepared a fantastic four-course lunch with everything and more to spare. Another said that next time I’m there she’ll hide me so the Italian government doesn’t deport me when my legal visiting time runs out, haha! What are friends for, if not to feed you the best food and hide your lunatic ass from fascistic governments?

The entire time was magical for me, every passing moment like an ancient dream coming true, from the cool beautiful evening I arrived full of hope and wonder to the sad sunny day I left on the bus back to Roma, so heartbroken at leaving that I couldn’t stop craning my neck backward to see the small city that felt like a long lost home falling away behind me as its noble rocky snow capped mountains first blocked my view of the red roofed neighboring towns and green surrounding hills, then themselves gradually faded into the misty distance.

Abruzzo is where I want to live and die, maybe in a crevasse on majestic Corno Grande (Big Horn), the highest point on the Italian peninsula. If I drop dead before I can return and stay forever, my disembodied mind-heart will soar there on the wind, to sink and settle happily into the rich, delicious soil of beautiful Abruzzo.

 

 

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