LA STREGONERIA IN ABRUZZO: ERNESTINA “LA STREGA CURATRICE”

 

Proseguiamo il nostro viaggio “virtuale” nel periodo dell’Inquisizione alla ricerca di storie di stregoneria in Abruzzo. Sappiamo come l’Inquisizione, fu la prima manifestazione storica di un sistema di controllo ideologico assoluto di intere popolazioni. Per mezzo di inchieste, torture, roghi, schedari, la vita di milioni di uomini fu interamente forgiata, piegata, annullata. I deliri di onnipotenza e di “assolutismo” che si levarono nell’Europa cristiana macinarono milioni di vite, al punto che nessun luogo era ormai più sicuro. La delirante persecuzione contro le streghe cominciò sotto gli auspici dell’Inquisizione, quando la Chiesa esercitava ancora una supremazia indiscussa sulla vita religiosa dell’Europa. Va però ricordato che in Abruzzo non fu mai allestito un vero tribunale dell’Inquisizione, ma furono i vescovi delle varie Diocesi con la supervisione e il benestare del Santo Uffizio a ordire e a processare i poveri malcapitati accusati di stregoneria. La storia che stiamo per presentarvi è forse una delle più tristi… ammesso che si possa fare una comparazione tra le tante storie di stregoneria. Storie che raccontano come l’ignoranza e la stupidità abbiano versato fiumi di sangue in tutta Europa. Storie di donne torturate, umiliate, ingannate, maltrattate e uccise; trattate come nemiche disumane di Cristo e dell’umanità, per circa tre secoli sotto la benedizione del Papa, furono sterminati milioni di individui accusati di stregoneria, all’ottanta per cento donne e bambine. Ed è in un’epoca in cui i roghi divampavano in tutta Europa, che nasce  a Campli nell’ anno di grazia 1598, Ernestina Di Pompeo, la strega curatrice”. Questa è la sua storia…

 

Tratto da Il Martino “Storie di streghe in Abruzzo”

Ernestina, figlia di Alberico pescatore e di Ave massaia e levatrice, nasce Campli (attualmente in provincia di Teramo)  nel 1598. Dopo varie vicissitudini e carestie, la sua famiglia decide di trasferirsi in quel di Giulianova anche per via del lavoro del padre.

Cresce in una umile dimora costruita vicino al mare, poco più di una baracca in legno dove vi era un semplice giaciglio fatto di paglia e pietre per dormire.

Con il passare degli anni impara le arti domestiche cercando di aiutare la madre nelle faccende di casa e vendendo il pesce al mercato.

All’ età di 17 anni Ernestina invogliata dalla Zia materna Berenice, ostetrica del paese,decide di imparare le arti dell’alchimia e della farmacia.

Questa anche se ancora non se lo immaginava sarà la sua condanna a morte, infatti quattro anni dopo ormai abile farmacista Ernestina viene accusata di essere una strega.

Farmacista e secondo l’accusa Meretrice ebbe una figlia senza aver marito, sempre pronta ad aiutare gli altri preparando unguenti e pozioni ricavate dalla mistura di erbe medicinali ora doveva difendersi da una accusa calunniosa e molto pericolosa.

Omertosamente nessuno dei suoi “pazienti” ai quali molte volte salvo la vita disse una parola in sua difesa, quello che il Santo Uffizio proclamava era legge e nessuno poteva opporsi, pena essere tacciato di collaborazionismo e subire la stessa sorte dell’imputato.

La neonata figlia Francesca di 1 anno venuta alla luce dopo un incontro amoroso con un giovane del paese, che non volle riconosce la paternità, soffre di quelle che oggi vengono definite “crisi epilettiche infantili” ma che all’ Epoca erano viste come MALEFICIO .

E così da un giorno all’ altro la giovane Ernestina di soli 21 anni si trova ad essere accusata di stregoneria e di conseguenza viene chiusa in carcere, spogliata, torturata, processata e nonostante lei si reclami innocente viene ammonita dal vescovo ad abbandonare sotterfugi e menzogne confessando la verità.

Ma dalla sua giovane bocca escono solo lamenti e preghiere, viene separata dalla figlia, rimandata in carcere.

Dopo pochi mesi la sentenza, così nell’anno di grazia 1619, a Castrum Novum “Giulianova” Ernestina viene condannata:

AL ROGO !

Accusata di essere ” Malissima donna e tiene nome di pubblica fatucchiera, donna di malissima vita !“

La fine della storia è ancora più triste e riecheggia nei secoli fino a noi, in quanto anche la piccola Francesca fù accusata di essere posseduta dal Diavolo e quindi ancor più pericolosa della madre stessa.

E verrà condannata alle stesse sorti della madre.

« Requiem aeternam dona eis, Domine, et lux perpetua luceat eis.

Te decet hymnus Deus, in Sion, et tibi reddetur votum in Ierusalem

Exaudi orationem meam; ad te omnis caro veniet. »

 

 

Rossella Tirimacco

Tratto da STORIE DI STREGHE IN ABRUZZO

 

Translated by Michael Mazzenga

We continue our “virtual” journey during the period of the Inquisition in search of stories of witchcraft in Abruzzo. We know how the Inquisition was the first historical manifestation of a system of absolute ideological control of entire populations. By means of investigations, torture, burnings, police records, the lives of millions of men were entirely forged, bent, annulled. The delusions of omnipotence and “absolutism” that arose in Christian Europe ground down millions of lives, to the point that no place was now safe. The delusional persecution against witches began under the auspices of the Inquisition, when the Church still exercised an undisputed supremacy over the religious life of Europe. It should however be remembered that in Abruzzo there was never a real court of the Inquisition, but it was the bishops of the various Dioceses with the supervision and approval of the Holy Office to order and prosecute the poor unfortunates accused of witchcraft. The story we are about to present to you is perhaps one of the saddest… assuming that one can compare the many stories of witchcraft. Stories that tell how ignorance and stupidity have poured rivers of blood throughout Europe. Stories of women tortured, humiliated, deceived, mistreated and killed; treated as inhuman enemies of Christ and humanity. For about three centuries under the blessing of the Pope, millions of individuals accused of witchcraft were exterminated, eighty percent women and girls. And in an era in which the burnings blazed in all Europe, was born in Campli in the year of grace 1598, Ernestina Di Pompeo, “the healer witch.” This is her story…

Taken from Il Martino “Stories of Witches in Abruzzo”:

Ernestina, daughter of fisherman Alberico and housewife and midwife Ave, is born in Campli (currently in the province of Teramo) in 1598. After various vicissitudes and famines, her family decided to move to Giulianova, also because of the work of her father.

She grows up in a humble house built near the sea, little more than a wooden shack where there was a simple bed made of straw and stones to sleep.

Over the years she learns the domestic arts trying to help her mother with the housework and selling the fish to the market.

At the age of 17, Ernestina, encouraged by her maternal aunt Berenice, a country midwife, decided to learn the arts of alchemy and pharmacy.

This, though as yet she had not imagined it, would be her death sentence. In fact, four years later, a skilled pharmacist, Ernestina was accused of being a witch.

Pharmacist and according to the charges whore (she had a daughter without a husband), always ready to help others preparing ointments and potions derived from the mixture of medicinal herbs, now had to defend against a slanderous and very dangerous accusation.

Ominously none of her “patients” of whom many times she saved the life said a word in her defense. What the Holy Office proclaimed was law and no one could oppose it, on pain of being accused of collaboration and suffer the same fate of the accused.

The newborn baby daughter Francesca of 1 year, who came to light after a loving encounter with a young man in the country who did not want to recognize paternity, suffers from what are today called ‘infantile epileptic crises’ but what at the time was seen as ACCURSED.

And so from one day to another the young Ernestina of only 21 years is found to be accused of witchcraft and consequently is locked in prison, stripped, tortured, tried and despite her claims of innocence is warned by the bishop to abandon subterfuge and lies and to confess the truth.

But from her young mouth come only laments and prayers; she is separated from her daughter, sent back to prison.

After a few months, the sentence; so in the year of grace 1619, in Castrum Novum – Giulianova – Ernestina is condemned:

AT THE STAKE!

Accused of being “The vilest woman and takes the name of public harlot, woman of the vilest life!’”

The end of the story is even sadder and echoes in the centuries up to us, because also the little Francesca was accused of being possessed by the Devil and therefore even more dangerous than the mother herself.

And she will be condemned to the same fate as her mother.

« Requiem aeternam dona eis, Domine, et lux perpetua luceat eis.

Te decet hymnus Deus, in Sion, et tibi reddetur votum in Ierusalem

Exaudi orationem meam; ad te omnis caro veniet. »

(Eternal rest grant unto them, O Lord, and let perpetual light shine upon them.

You are fittingly praised God, in Zion, and a vow shall be paid in Jerusalem

Hear my prayer; to You all flesh shall come.)

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Rossella Tirimacco

Taken from STORIES OF WITCHES IN ABRUZZO

Translated by Michael Mazzenga

 

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