LA GROTTA SANT’ANGELO: QUANDO “LA PIETRA PARLA”

 

Siamo in provincia di Chieti, nella Valle di Palombaro, una zona di estrema bellezza, ricca di numerose grotte, che si aprono come tante finestre sulle pareti rocciose della Majella. La strada per arrivare alla grotta di Sant’Angelo è poco segnata, solo un piccolo cartello coperto dalla vegetazione sta ad indicare la direzione. Una volta preso il sentiero, piccoli gruppi di case compaiono a gruppi di piccole macchie in mezzo al bosco.

Ci addentriamo nella valle…

 

Lentamente iniziamo a salire mentre la strada si fa sempre più sconnessa e ripida. Di tanto in tanto delle diramazioni si aprono su altre viuzze che ospitano altre abitazioni nel classico stile di case di campagna. Le enormi cataste di legna, sono un chiaro segnale dei lunghi gelidi e nevosi inverni che gli abitanti di quelle case si preparano a trascorrere già dal periodo estivo facendo conserve e rifornimenti in previsione della prossima stagione.

Da qui si va a piedi…

 

Continuiamo a salire, ad un tratto un dubbio: “Ma sicuro che è questa la strada? Siamo in mezzo al nulla e nessuna indicazione” faccio io agli altri, ma a questo punto tanto vale andare avanti. Ad un tratto compare sulla strada, come per miracolo, una donnina anziana. Indossa un vestito scuro dal tessuto pesante, e nonostante il caldo “africano” lei appare bella fresca come se avesse l’aria condizionata incorporata. Ci fermiamo vicino a lei per chiedere indicazioni, la osservo attentamente, il suo viso non ha molte rughe e le sue espressioni raccontano di una donna timida e solare.

Un paesaggio surreale

 

Cammina con un bastone, ci accorgiamo che le fa piacere parlare con qualcuno, del resto in quelle zone non c’è “molto traffico”. La nonnina ci dice che “ha novantuno anni” e che non può molto camminare, le sue gambe non le permettono di accompagnarci fino alla grotta, però ci racconta con dovizia di particolari come raggiungerla e alcune storie che “si dicevano” quando lei era bambina. La ringraziamo per la sua disponibilità e riprendiamo il cammino. Finalmente dopo un sali e scendi di strade di montagna, arriviamo al parcheggio.

Altri cinque minuti tutti in salita (ripida)

 

Fermiamo la macchina, e subito ci mettiamo in cammino. La grotta è a circa dieci minuti di cammino (veloce) dalla zona picnic e a 1000 m s.l.m.  Vicino l’area ristoro ci sono anche giochi per bambini, giostrine e cavallucci…. ci guardiamo in faccia e subito scoppiamo a ridere, le intenzioni sono evidenti… un piccolo giro sul cavalluccio di legno magari ci sta! Un tuffo nel passato di qualche minuto e riprendiamo la marcia. Camminiamo in silenzio gustandoci ogni momento del percorso, lasciando che le “informazioni energetiche” arrivino ad ognuno liberamente.

L’arrivo…

 

La fitta vegetazione che a malapena lascia intravedere il sole ed il terreno coperto di foglie di faggio, rendono il tragitto quasi surreale. “Quante persone, nel corso dei secoli, si sono succedute su questa strada? Quante donne si saranno recate nel tempio per pregare alla Dea Bona? Chissà quanti fatti sono accaduti in questi luoghi di cui è stata persa memoria! ” Mentre cammino, ponendomi mille domande ecco che di colpo la grotta appare innanzi ai nostri occhi… senza proferire parola, mi fermo e resto semplicemente a guardare.

Solo rovine o nelle rovine possiamo leggere il passato?

Si possono raccontare mille cose su certi luoghi,come nel caso della grotta Sant’Angelo, ma “la pietra” parla ad ognuno in maniera differente, ogni singolo individuo la percepirà secondo il proprio modo di interpretare e leggere il mondo.

Scale scavate nella pietra…

Sempre ci sarà chi potrà vedere delle semplici rovine e chi nelle rovine riuscirà a vedere un grande e glorioso passato fatto di miti,eroi e divinità. La grotta Sant’ Angelo è un’esperienza da vivere e da sentire “dentro di sé”, una specie di stargate in grado di “fermare il processo mentale” nel “qui e ora”. Un luogo mistico che ancora oggi si esprime attraverso la “voce delle sue rovine” per coloro che sapranno ascoltarla.

Come in uno stargate…

Il sole inizia a calare, sembra che il tempo sia volato, veloci iniziamo a scendere, la fame inizia a farsi sentire. Raggiungiamo l’area picnic dove ci aspetta una serata in mezzo alla natura all’insegna del buon cibo abruzzese tra chiacchiere e risate! (vedi anche – La grotta Sant’Angelo nel dettaglio)

 

Rossella Tirimacco

Foto: Antonio La Civita

Informazioni storiche sulla grotta Sant’Angelo

 

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