LA FESTA DEI TALAMI DI ORSOGNA, PATRIMONIO D’ITALIA PER LA TRADIZIONE

«Sono rozzi e talvolta grotteschi, ma pieni di forza e di originalità e devono più alla tradizione e meno al gusto deteriorato di cattive litografie di quanto si possa immaginare»:

 

Con queste parole la viaggiatrice inglese Anne Macdonell descriveva nel suo libro «In the Abruzzi» (edito nel 1908 a Londra e New York) i Talami di Orsogna, secolare sfilata di sette quadri biblici viventi trainati lungo il centro storico.

Il talamo è un quadro biblico vivente che affonda le radici nella sacra rappresentazione (o dramma sacro). E’ una manifestazione di antichissime origini, non siamo in grado di datarne gli esordi. Illustri storici scomparsi da tempo – come Plinio Silveri e Pio Costanti – parlano di genesi riconducibile agli albori della cristianità. Comunque sia, al più tardi si parla di un periodo collocato tra basso ed alto medioevo.


La sacra rappresentazione – di cui i Talami costituiscono un vivido esempio – è un dramma medioevale di argomento religioso emancipato dal rito clericale, da cui trarrà le mosse il teatro moderno. Si tratta di un’evoluzione del dramma liturgico: questi, al contrario, consta di una rappresentazione che rimane strettamente legata ed interna al rito canonico. Il dramma liturgico nacque agli albori della cristianità quando i fedeli – sentendo il bisogno di esperire, rendere vivide e concrete le sacre scritture – iniziarono a riprodurre racconti e parabole con rappresentazioni sceniche. Dapprima molto rozze e semplici, esse si fecero via via più sofisticate dando vita ad un primitivo teatro cristiano. Esempi arrivati fino a noi sono i riti di preparazione alla Pasqua come la lavanda dei piedi, in cui il celebrante – nel ruolo del Messia – lava i piedi a 12 chierici portando così in scena un brano del nuovo testamento.

Il Talamo ebbe origine dalla devozione dei fedeli per Maria Vergine, in onore della quale fu eretto – in data sconosciuta, ma probabilmente prima del 1341 – un piccolo Santuario chiamato Chiesa di Santa Maria. Come la maggior parte delle chiese dell’epoca, era amministrata da una Confraternita di laici devoti. Chiamata Congregazione Maria SS. del Rifugio, dopo il ‘500 diede il suo nome al Tempio appellandolo SS. Maria del Rifugio.

All’interno vi era un’effige misteriosa ed affascinante raffigurante la Vergine in azione protettiva nei confronti di alcuni paesani. Secondo la leggenda l’immagine rappresentava l’apparizione della Madonna rivelatasi ad alcuni contadini nei pressi dell’attuale Belvedere di Orsogna.

Realizzato sull’abside, l’affresco era considerato miracoloso: all’alba di ogni martedì di Pasqua la Madonna compiva il medesimo prodigio, la Vergine – dal viso scuro (per questo detta «Madonna nera») -mutava colore, da nero a bianco, o muoveva gli occhi.

Nacque così il rito devoto della veglia, ove ogni anno, tra preghiere e canti, i fedeli attendevano con ansia il momento del miracolo. E fu proprio durante una di queste veglie che – nelle ore notturne di un anno imprecisato – nacque il Talamo… Devoti, chini sui bancali in preghiera, videro il misterioso disegno prendere vita. Fanciulli e fanciulle, in posa ed immobili, riprodussero il quadro in tutte le sue sfaccettature. Fermi in un mimica facciale prestabilita, rievocarono l’apparizione della Santa madre così com’era descritta dall’effige.

L’iniziativa piacque così tanto da divenire presto evento irrinunciabile. Il martedì di Pasqua – la festa della Madonna del Rifugio – prese così il nome di “Martedì dei Talami”.

La decisione della Chiesa di non consentire più che i drammi liturgici si svolgessero in luoghi di culto (poiché a volte accompagnati da frasi in lingua volgare e da parti comiche) spinse quel quadro vivente fuori dalla cappelletta. Fu allora posto su un palco e trasportato a spalla per le vie del paese. A quel punto si moltiplicò per il numero dei quartieri, che fecero a gara per realizzare quello più bello, facendo giungere la tradizione sostanzialmente immutata fino ai nostri giorni.

Attualmente la manifestazione – si svolge due volte l’anno, la mattina del lunedì di Pasqua e la sera di Ferragosto . Sui palchi, immobili in pose plastiche, attori giovani e meno giovani interpretano scene ispirate al Vecchio e Nuovo Testamento. In alto c’è una bambina legata davanti a una raggiera che impersona la Madonna del Rifugio, cui è dedicata la Sagra, divenuta nel 2011 Patrimonio d’Italia per la tradizione.

PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE

Pubblicato da Redazione

 

Citazioni e Fonti

Comune di Orsogna- I Talami

I Talami di Orsogna

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