IL PASSATO CHE NON CONOSCIAMO: LA MADONNA DI LETTOPALENA

 

 

Nell’Abbazia medioevale di Santa Maria di Montelapizio è presente una madonna lignea di artista abruzzese ignoto. La scultura in legno, risalente al XII secolo, è in legno di ciliegio scolpito e dipinto in policromia e raffigura la Madonna in trono con Bambino benedicente. Probabilmente doveva trattarsi di una Madonna regina con corona lignea, dato il grosso foro sulla testa. Su un basamento quadrangolare a doppio gradino la Madonna, mutila della mano destra, è raffigurata in posizione frontale seduta su uno scanno. Tiene in grembo il Bambino, trattenendolo con la mano sinistra. Ha i capelli con scriminatura centrale, raccolti sulla nuca. Indossa un abito color ocra, decorato con fasce nere con motivi geometrici ovali rossi e azzurri, alternati a perline rosse e ocra disposte a quadrati. Al di sotto si intravede il bordo inferiore della tunica bianca a pieghe. Il Bambino ha il braccio destro sollevato e con la mano sinistra regge il globo, indossa un abito amaranto decorato a strisce ocra con perline rosse ed ocra. Un’alta fascia ferma la tunica alla vita, lasciando scoperta la tunica bianca al di sotto, decorata con righe di perline color amaranto ed arancio.

Lo stile richiama quello delle madonne lignee d’oltralpe, in particolare di Chartre, con riferimenti all’arte bizantina. 

Non si può restare indifferenti di fronte ad un’opera simile, così diversa dalle statue di Madonne che solitamente ammiriamo. Vien da chiedersi il reale riferimento della scultura e chi l’autore volesse rappresentare. Chi è il bambino benedicente con il globo in mano? E la donna? Opere che ci parlano della nostra storia e ci raccontano pezzi del passato che spesso non siamo in grado di comprendere. La Madonna di Lettopalena fa parte di quel passato velato a cui non sappiamo dare una risposta… un passato spesso ignorato e a volte dimenticato, quel passato che è parte della nostra identità e che reclama di essere “svelato”.

Attualmente l’opera è conservata al  Museo della Marsica  presso il  Castello Piccolomini di Celano (AQ).

Alessandro La Gioia

 

Tratto da L’Abruzzo da scoprire- I Borghi Autentici

Museo Nazionale Abruzzo Beni Culturali

Precedente LA “TRANSIBERIANA D’ITALIA” OVVERO LA SULMONA-CARPINONE-ISERNIA Successivo ABRUZZO, LA TERRA DI COLUI CHE "SE NE LAVÓ LE MANI": PONZIO PILATO