IL LAGO DELLA MONTAGNA SPACCATA, TRA NATURA E MAGIA

 

L’autunno è ormai arrivato, anche se gli strascichi della bella stagione ormai passata, che si mostrano con temperature piuttosto alte, ci portano a girovagare per il suolo abruzzese alla ricerca di storie da raccontare.  Così, approfittiamo di queste giornate e con lo zaino in spalla e la nostra Nikon, per partire questa volta in direzione Alfedena, per visitare lago della Montagna Spaccata.  Anche se ci siamo recati molte volte in questa zona, però il lago in questione non lo conoscevamo e, devo dire che per me è stata una vera sorpresa.

La diga

Il lago si trova nel territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, a 1066 m slm posto all’interno della località Montagna Spaccata, ai piedi delle colline digradanti dalle catene della Meta e del Greco.
Si tratta di un lago artificiale, che copre una superficie di circa 46 ettari, ed ha una profondità di circa 68 metri dove è possibile anche pescare. Il lago è infatti ricco di trote , cavedani e rivelli. Una pedana galleggiante, posta sulla riva del lago recentemente, permette ai visitatori di poter usufruire delle acque del lago in tutta tranquillità.

Cavalli…

Realizzato negli anni ’50 a seguito di uno sbarramento del Rio Torto per la produzione di energia elettrica, il lago è oggi una delle maggiori attrattive turistiche della zona, grazie ad un ambiente naturale incontaminato e particolarmente suggestivo.

Pura magia…

Ci troviamo a poca distanza dal confine con il Molise, qui infatti, la natura dei due territori, sembra unirsi come in un abbraccio di due innamorati, entrambi “vestiti” con un “abito” variegato. I numerosi corsi d’acqua sorgiva, fanno da “linfa” per un habitat tipico delle zone umide, come salici e pioppi.

Ci addentriamo nel bosco…

 

Allontanandosi dal lago, ecco che ci si addentra in un magnifico bosco misto, che sembra tanto ricordare un paesaggio fiabe, e se si cammina in silenzio, ascoltando solo i suoni della natura… sembra quasi che gnomi e fate possano apparire da un momento all’altro.
Le numerose specie di piante, come i cerri, carpini, maggiociondolo, nocciolo, aceri creano l’ambiente ideale per la fauna selvatica, non è infatti raro imbattersi in esemplari di lupo, volpe, cervi, cinghiali, orsi, tassi, faine, caprioli e falchi pellegrini.

Storie incise nel muschio…

Camminando all’interno del bosco, si notano gli avvallamenti dove scorrono le acque dello scioglimento delle nevi. Due cuori incisi nel muschio testimoniano il passaggio di due innamorati, mentre la suola di una scarpa racconta la storia di un tizio che deve aver camminato parecchio. Piccole storie in un pezzo di bosco, che ci parlano di vita quotidiana.

Un bosco incantato…

Torniamo sul lago e ci sediamo vicino la riva, osservando semplicemente lo spettacolo che la natura ci sta offrendo, sull’altra sponda, dei cavalli brucavano l’erba. Impossibile non fotografare un simile spettacolo che ricorda una vecchia pubblicità. Tra una foto e l’altra il sole inizia a calare, ricordandoci che l’estate è ormai finita.
A malincuore ci alziamo per avviarci verso casa, ma paghi per aver “scoperto” un altro pezzo importante di questo nostro Abruzzo.

Rossella Tirimacco

Foto: Abruzzo Forte e Gentile

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