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IL FASCINO DEL CASTELLO PICCOLOMINI

É  forse uno dei castelli più rappresentativi qui in Abruzzo, e oggi ben conservato, anche grazie ad un imponente lavoro di restauro, a seguito del terremoto del 1915, che distrusse gran parte del castello.
Si tratta del castello di Celano, meta di una domenica passata in compagnia di amici alla scoperta delle bellezze d’Abruzzo.
Inizialmente edificato come struttura difensiva, venne trasformato in seguito in una nobile residenza fortificata.

“I lavori si costruzione del castello iniziarono intorno al 1392 per volontà di Pietro Berardi, conte di Celano, e proseguirono fino al 1463 quando Antonio Todeschini-Piccolomini, nipote di papa Pio II, portò a termine la monumentale opera.”

Il castello Piccolomini, è una struttura dove gli elementi architettonici medioevali e rinascimentali si fondono tra di loro mostrando quasi una continuità storica tra le sue mura.
Le opere di restauro iniziarono nel 1940, e furono ultimati nel 1960- mi chiedo: “quante cose sono andate perdute, se penso che il castello, dopo il 1915, rimase in balia degli eventi, comprese due guerre mondiali.”

Nel 1938, venne espropriato dallo Stato per pubblica utilità e dichiarato Monumento Nazionale. Solo in quel modo, fu possibile procedere alla sua ricostruzione
Oggi possiamo osservarlo in tutto il suo splendore, leggendo la storia tra le sue mura, le sue torri, il suo ponte levatoio, il suo fossato.


“Il monumento è sede del Museo d’Arte Sacra della Marsica e della Collezione Torlonia di Antichità del Fucino.
La Collezione Torlonia, acquistata dallo Stato nel 1994, conserva 184 oggetti e 344 monete di bronzo romane; tutte le opere in esposizione vennero alla luce nell’area del Fucino durante il prosciugamento del lago nella seconda metà del 1800, ad opera di Alessandro Torlonia. I pezzi più preziosi della Collezione sono senza dubbio la Testa di Afrodite (III-II sec. a. C.), uno dei più raffinati esempi scultorei rinvenuti nel territorio abruzzese ed i rilievi in pietra calcarea (II sec. d.C.), vere e proprie cartoline dell’epoca, raffiguranti uno specchio d’acqua con due gruppi di operai intenti al prosciugamento delle acque e una veduta di città e del suo territorio.”


Il castello Piccolomini merita di essere visitato, è una di quelle opere monumentali che non lascia indifferenti, al contrario ci porta a rivedere con occhi nuovi un mondo che ci è stato raccontato solo dai libri di storia.

Filippo Tirimacco

Ph Filippo Tirimacco

 

Citazioni e fonti

Castello Piccolomini