I LUOGHI DELLA MEMORIA: PACENTRO E LA CASA DI MARLURITA

Lo spettacolo che ci si parò innanzi agli occhi mi creò un senso di inquietudine…

Tempo fa sentimmo parlare di uno “strano” museo, aperto in uno dei borghi più belli d’Italia “Pacentro”.  In realtà si tratta di una casa appartenuta ad una donna conosciuta in paese come “Marlurita Chiàchiò”. Ci chiedemmo come mai ad una semplice donna era stato dedicato un museo, così decidemmo di recarci sul posto.

Oggetti che raccontano la storia del secolo scorso…

Anche se in giro avevamo visto delle foto, l’effetto che sortiscono certi luoghi quando li vedi dal “vivo” non sono assolutamente comparabili a delle semplici foto. Infatti, lo spettacolo ci si parò davanti agli occhi, ci lasciò per qualche secondo senza parole. Fummo investiti da un odore molto forte di polvere, di umidità e sporco…

Un tempo le persone vivevano in questo modo… riesce difficile crederlo…

Come in un viaggio a ritroso nel tempo, di colpo ci ritrovammo  in un’epoca fatta di miseria e sopravvivenza. In quelle due stanze stavamo vivendo una delle tante storie di fame e povertà dell’Italia rurale del secolo scorso.  Marliurita  aveva vissuto in quella casa  senza servizi igienici, senza acqua corrente, né elettrodomestici o elettricità se non una piccola lampadina di poche candele.Tutto sembrava congelato in quel luogo così triste… tutto si era fermato al 1978, quando Maria Loreta Chiachiò morì sola allo stesso modo come aveva vissuto gli ultimi anni della sua vita.

L’asino in casa.. queste bestie erano il sostentamento della casa, occorreva averne cura

 

Mi guardavo intorno, quell’odore che non so descrivere, mi creava un senso di nausea e di angoscia, sembrava quasi di percepire l’energia dei suoi abitanti. Nonostante il caldo (eravamo in piena estate) sentivo dei brividi di freddo, ad un certo punto non vedevo l’ora di uscire da quel luogo così tetro. La casa di Marlurita è un racconto di vita, un racconto di quelli che solitamente possiamo leggere sui libri di storia, ma che ringraziamo Dio di non aver realmente vissuto.

Un letto con un materasso fatto con le foglie del mais…

Maria Loreta Pacella, conosciuta in paese come Marlurita Chiàchiò, era nota anche per le sue doti di guaritrice. Marlurita, infatti, era brava a “ritirare” il malocchio usando formule e riti tramandati dalla tradizione ed era, inoltre, depositaria delle tecniche per curare il mal di denti con l’uso di oggetti metallici e frasi magiche. Come molte donne contadine del suo tempo, Marlurita conosceva bene le erbe spontanee e gli usi medicinali che se ne potevano trarre. In un epoca in cui l’accesso alle cure di un medico era ancora difficile e costoso, infatti, la conoscenza e l’uso di medicamenti a base di erbe rappresentava l’unica grande garanzia di cura. Secondo la narrazione orale, Marlurita, molti anni prima di lasciare definitivamente questo mondo, avrebbe sperimentato uno stato di “morte apparente” dal quale si sarebbe risvegliata, dopo essere stata creduta morta per giorni. Dopo la partenza dei fratelli per gli Stati Uniti e dopo la morte dei genitori e della sorella maggiore, Maria Loreta ha vissuto da sola in questa casa dove ha consumato le sue giornate confortata dai ricordi e dagli incontri con i paesani che le hanno voluto bene.( Casa di Marlurita, Museo della civiltà contadina)

 

Rossella Tirimacco

Foto: Pietro Pierri

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