GLI ANELLI DI CONGIUNZIONE TRA CIELO E TERRA: LA BASILICA DI COLLEMAGGIO

Se le porte della percezione fossero purificate, tutto apparirebbe all’uomo come in effetti è, infinito.

William Blake

 

 

La Basilica di Collemaggio è l’emblema della città dell’Aquila, dichiarata monumento nazionale nel 1902 è la massima espressione dell’architettura abruzzese. Fondata nel 1288 per volere di Pietro Angelerio da Morrone, divenuto in seguito Celestino V, in questo edificio il papa del “gran rifiuto”, istituì il primo giubileo della storia con la Bolla del Perdono del 29 settembre 1294 e noto con il nome di Perdonanza Celestiniana. La storia della basilica è più o meno nota a tutti, ma questa volta la esamineremo sotto un’altra prospettiva, concentrandoci sull’aspetto esoterico dell’edificio.

 

 

 

Celestino V

 

La Basilica è infatti un esempio,  vero e proprio di studio matematico, qui numeri e forme si ripetono, comunicando al visitatore dei messaggi che non passano inosservati.  La ripetizione del numero ” 8 ” secondo i criteri che riportano alle geometrie sacre, ne fanno una costruzione ricca di elementi simbolici, mentre i suoi riferimenti astrali, ne fanno un edificio  particolarmente significativo, inerente alla cultura medioevale e  collegata alla tradizione esoterica dei templari e delle sette iniziatiche ai misteri dell’Oriente,  soprattutto di quelle del bacino del mediterraneo, che ebbero negli egizi, nei greci e nei romani la massima espressione esoterica.

 

Interno della basilica di Collemaggio

 

Tale influenza, portò alla costruzione di numerosi templi sacri di forma ottogonale, come il tempio di Tholos di Epidauro del 360 a.c. o il tempio di Aristarco a Samo del 320 a.c. o quelli più recenti e tutt’ora operativi, come Castel del Monte in Puglia, in cui ” la stella ad otto punte ” raggiunge la sua massima espressione simbolica.

Castel del Monte visto dall’alto

 

E’ bene però evidenziare che le figure geometriche costituite dall’ottagono e dalla stella ad otto punte, presenti nelle chiese cristiane ed islamiche, non si limitano a raffigurare un simbolo mandalico, che rappresenta il percorso dal mondo terreno a quello celeste, un semplice “disegno” tracciato per terra o su oggetti consacrati, con valenze prettamente ed esclusivamente simboliche.

L’ottagono e la stella a 8 punte

Sono state infatti progettate nella loro struttura ottagonale, perché i maestri costruttori avevano potuto constatare che una volta rese operative- questa particolare forma favoriva realmente il contatto diretto tra il mondo visibile e quello invisibile, diventando un effettivo “anello di congiunzione” tra il cielo e la terra, tra il divino e l’umano, “un ponte”, che, equilibrando le due diverse energie, consentiva “lo scambio energetico”.

Chakra

 

Un percorso iniziatico

La Basilica è in realtà un percorso iniziatico, in cui una persona viene introdotta in un ambiente ad alta frequenza e con basso magnetismo, in cui l’energia polarizzata dei simboli e dei disegni fluisce attraverso ” 7 aree ” ben precise, delimitate da 6 distinte linee e simboli sparsi sul pavimento. In questo modo, vengono così stimolati sette diversi centri (vedi chakra), la persona viene quindi sottoposta ad un progressivo e sempre più intenso influsso energetico nei punti nevralgici del suo corpo, così da consentirle di raggiungere stati di progressiva e sempre più intensa presa di coscienza per poter  e accedere al ” Labirinto ” formato da “Tre 888 ” al termine della navata.  In questo passaggio, attraverso un percorso segnato da una serie di cerchi concentrici, i centri motori vengono portati al massimo livello energetico sostenibile,  e dopo averli fatti ruotare in senso orario ed antiorario, si potrà entrare in contatto con “l’energia alla massima potenza”.

Rebis

 

In questa ultima fase, attraverso l’incontro e lo scambio energetico tra il polo positivo e quello negativo, che ogni individuo (maschio e femmina) porta in sé -anche se a ruoli invertiti- si realizza il ” Rebis ” l’unione tra due opposti, l’incontro tra l’energia solare (fuoco – maschile) e quella lunare (acqua – femminile), le mistiche nozze del Re e della Regina, il matrimonio alchemico, dalla cui unione nascerà un figlio, il fanciullo interiore (il puer aeternus, il Cristo), la resurrezione spirituale dell’uomo dall’acqua e dal fuoco, che rappresenta la perfezione spirituale raggiunta dall’alchimista attraverso la Via della Grande Opera.

Il percorso dei “tre 888”

 

Era “la chiave”, la combinazione segreta, per aprire “il portale di accesso”. La potente energia ellettromagnetica, sprigionata da questi templi, mostrava infatti effetti significativi in coloro che erano predisposti e pronti ad utilizzarla.
Questi Siti, una volta energizzati e messi in funzione, agivano interiormente su alcuni processi vitali, stimolando specifiche ghiandole endocrine (chakra), e permettendo all’individuo od al gruppo, che entrava direttamente in contatto, un rafforzamento e potenziamento delle stesse, aiutandoli a ri-normalizzare il processo vitale e procurando, quasi sempre a livello inconscio, un progressiva rigenerazione spirituale. Una volta individuato, come nella Basilica di Chartres in Francia, un sito capace di amplificare le forze geomagnetiche (ley lines), questo doveva essere ricco di acqua sotterranea e con precise caratteristiche vibrazionali legate al magnetismo terrestre.

 

Le ley lines

 

La “rete”

 

Le “Ley lines” (linee di prateria), sono vere e proprie linee rette, larghe circa due metri ed equidistanti tra di loro, che percorrerebbero l’intera superficie terrestre, incrociandosi tra loro in modo da formare una rete. Le ha teorizzate l’inglese Alfred Watkins, un archeologo autodidatta,  alla fine del secolo scorso. Nei punti in cui le Ley Lines si incrociano, sorgerebbero antichi templi e monumenti funebri pagani. Sotto di loro scorrerebbero spesso acque sotterranee o sarebbero presenti filoni di minerali metallici. I luoghi energeticamente speciali si trovano, in molti casi, lungo queste linee. Secondo alcuni studiosi russi, le Ley Lines costituirebbero una griglia di energia sulla quale si fonderebbe la struttura stessa della Terra.

La linea di San Michele

 

La Collina di Collemaggio all’Aquila presentava appunto queste caratteristiche anche per la presenza di un fiume sotterraneo, dove scorre un’acqua purissima ed altamente energetica. E’ un fatto notorio che la terra abruzzese sia particolarmente legata al culto delle acque e di come queste siano sempre state ritenute “miracolose”, non stupisce quindi se anche  le acque che scorrono sotto l’Aquila posseggano particolari proprietà energetiche. Anche se siamo nel campo delle ipotesi, è quindi possibile che la costruzione della Cattedrale sia strettamente collegata alla particolarità del luogo fortemente energetico, e quindi sicuramente adatto per i suoi “costruttori”  per erigere un Tempio sacro e realizzare un Centro animico energetico all’avanguardia, sintesi di studi e ricerche dei migliori architetti, fisici, matematici ed astrologi dell’epoca e di maestri comacini, iniziati all’antichissima Arte Regia.

Simboli all’interno della cattedrale
Il pavimento della Cattedrale di Collemaggio

Il pavimento è suddivido in sette spazi, segnati da linee rosse, oltre i quali sono raffigurati 6 centri concentrici, che formano tre ” 888 “. La disposizione dei corridoi, la sovrapposizione cromatica del pavimento e la disposizione delle piastrelle, che cambiano disegno e forma al termine di ogni serie di colonne ortogonali sembrano ridisegnare e ripercorrere la disposizione e la composizione geologica freatica del sottosuolo.

La pavimentazione

 

Sul pavimento sembra sia stato stampato sulla pietra un circuito che viene costantemente attivato dalle correnti energetiche della terra, dove l’uomo, attraversandolo, con la sua statura eretta, forma un’antenna ricevente e trasmittente, che crea il giusto ponte di collegamento con le vibrazioni cosmiche, cosa che gli consente di avviarsi, se decide di intraprendere questo percorso energetico verso un progressivo processo di purificazione, entrando in uno “scrigno”, che mostra un sapere millenario.

Il giorno del solstizio

Sempre tenendo conto delle analogie con altri tempi famosi, degno di nota è a facciata di Chartres, arricchita da un rosone imponente, che, riportata in orizzontale sul pavimento, ne indicherebbe un punto preciso coincidente con il centro del rosone. Quel punto è messo in rilievo da una pietra diversa dalle altre. La pietra è colpita dal Sole che scende da un foro su una delle vetrate vicine, il 21 giugno, solstizio estivo. Sotto la pietra potrebbe trovarsi qualcosa di custodito da secoli.
A Collemaggio, il 21 giugno dal rosone piove su un punto del pavimento un raggio di Sole. Indica un punto, perchè? Analogia, casualità o altro?

 

 

 

Gli anelli di congiunzione tra cielo e terra

Michele Proclamato, in un articolo, apparso su ” Nuova Aquila” ci mostra un foto del pavimento di Collemaggio, in cui, osservandolo con più attenzione appaiono “tridimensionalmente “ cubi, tetraedri e rombi bicromaticamente assemblati in modo meraviglioso ed il cui significato simbolico resta tutt’oggi oscuro, soprattutto quello delle “Tre Torri”, di cui due (novelle Torri di Pisa ) pendenti verso quella centrale?

 

A Collemaggio è stato infatti realizzato un sistema eliocentrico, capace di funzionare alla stregua dei moderni superconduttori – ideati per trasmettere milioni di dati e di immagini alla velocità della luce – in modo di concentrare le energie bio-psichiche di coloro che intendono avviarsi nel cammino della ricerca interiore, aiutandoli a liberarsi progressivamente dai blocchi che le trattengono. Gli antichi costruttori non hanno però operato esclusivamente da provetti ingegneri psico-fisici, ma anche e soprattutto da “iniziati all’Arte Reale”, affidando alle pietre del pavimento il messaggio più grande, che sia stato dato all’uomo, quello espresso dalla quadratura del cerchio.

Le losanghe bianche e rosse, che si sviluppano per 5 rettangoli (il 5 rappresenta Maria) hanno delle proporzioni particolari, perché ogni pietra può essere iscritta sulla superficie data da due cerchi di uguale superficie, con il centro del secondo che si posiziona sulla circonferenza del primo,formando il simbolo della “vescica piscis”. La distesa delle losanghe esprime dunque l’idea che si attraversi l’acqua, dominando le passioni; che si cammini su un percorso di purificazione, in cui la losanga, come il quadrato, simboleggia la materia, cioè l’aspetto delle emozioni e delle sensazioni, che vanno controllate e dirette nella giusta direzione, affrontandole e controllandole. Ma se umanamente questo controllo non è ancora alla nostra portata, non ci è consentito andare oltre e superare il 5° livello, il quinto portale. Non è quindi un caso che sia stato scelto il 5° livello per porre l’adepto di fronte alla scelta se proseguire o fermarsi e sospendere il percorso tornando indietro a livelli sostenibilili per il suo organismo e la sua psiche.

Interno della cattedrale

Il ” 5 ” rappresenta infatti l’uomo, ma allo stesso tempo simboleggia l’Universo, la Volontà Divina, la quale aspira solo all’ordine ed alla perfezione. Il 5 è la metà del 10 e svolge un ruolo di mediazione tra Cielo e Terra, il punto dove le energie celesti si incontrano e dove si manifesta il 5° elemento, l’etere, ovvero l’energia divina. Questo passaggio – attraverso un uso preciso dei numeri e delle forme – è segnalato sul pavimento, in cui, al temine dei primi cinque piani, il disegno in losanghe lascia il posto a delle croci rosse, uguali a quelle che ornano la facciata della Basilica. La croce simboleggia l’unione del cielo e della terra, la speranza dell’incontro tra la dimensione della materia (orizzontale) con il cielo (verticale).

In Collemaggio questo incontro è evidenziato dalla collocazione di una pietra diversa, posta al centro del tratto con le croci, in cui appare una croce-fiore “un omphalos”, che i lati esterni dei quattro lati hanno un andamento circolare per mostrare che la croce in quel punto sta ruotando e seguendo il movimento del Creato sotto la sollecitazione di forze opposte, incontro-scontro che induce appunto la croce a ruotare fino a divenire ” una croce uncinata ” e quindi ” un cerchio ” come i sei che formano i successivi TRE “888” è “” la ” pietra filosofale degli alchimisti ” che consente alla materia di trasformarsi da impura a pura. Questo simbolo antichissimo sarebbe stato posto con cognizione di causa proprio al centro della navata a metà chiesa dove nella parete nord vi è la porta santa, il punto d’ incontro all’ andare oltre il quinto livello (quello terreno), oltre il limite determinato dalla dimensione, su cui è ancorata la nostra coscienza, varcando la soglia tra le due dimensioni.

L’omphalos segnala a colui che ha deciso di intraprendere un percorso evolutivo che in quel punto vivrà l’esperienza di una morte -rinascita, entrando direttamente ” nel telo funerario ” per poi risorgere; lenzuolo funerario che, attraverso croci, identiche a quelle disegnate sulla facciata, richiama i nodi della parte centrale del telo sindonico, ora custodita a Torino.

 

Secondo schemi iconografici delle più varie provenienze, gli antichi, quando descrivevano la presa di coscienza della propria maturazione si raffiguravano al colmo di una vetta, in cima alla montagna: “la montagna della conoscenza mistica”. Bernardo di Chiaravalle, nel XII sec. si chiedeva: “Chi salirà la montagna del Signore?”, lasciando intendere che la salita non era per tutti. L’inizio era l’ego, la fine, lo sbocco nell’universale. Solo se si sentiva pronto a varcare la soglia, che separava il mondo visibile da quello invisibile, poteva procedere e portarsi al 6°, al 7° e infine all’8°, quello che gli consentiva di intraprendere l’iter sempre più esclusivo e assolutamente individuale.

Il tempio “velato”

Fino al 1970 il soffitto della cattedrale è stato abbassato; le colonne ottagonali ricoperte; il labirinto smontato e parzialmente coperto dal rivestimento barocco che ricopriva la sovrastante colonna. – nel 2006, con la pubblicazione dei libri di Maria Grazia Lopardi e di Michele Proclamato sul “Segreto delle Tre Ottave” si è tentato addirittura di ricoprire con dei pannelli di legno il disegno dei ” Tre otto ” ed il 7° campo.

Collemaggio prima dei lavori di restauro del 1972
L’interno “dopo” i restauri
Collemaggio “dopo” il terremoto del 2009
Oggi

– Fino al 6 aprile 2009 ore 3,32 il Simbolo dei Tre 888 ha continuato volutamente ad essere nascosto dalle panche per i fedeli. – L’accesso al fiume sotterraneo è stato bloccato e nascosto in modo che nessuno possa avvicinarsi e raccogliere l’acqua purissima,  – Il Segreto dei TRE 888 mirante a trasformare “il quadrato della materia nel cerchio dello Spirito”, è rimasto così, come in molte cattedrali gotiche, volutamente nascosto e dimenticato nella pietra.

 

 

 

 

Rossella Tirimacco

Citazioni e fonti

Riflessioni sull’ottava di Michele Proclamato

La basilica di Collemaggio (Colle magico)

Niente è come sembra: La basilica di Collemaggio

Chartres e Collemaggio, enigmi e analogie

Giovanni Salvati: La Basilica di Collemaggio

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