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FESTA DEL SOLSTIZIO D’ESTATE NELLA RISERVA DELLE SORGENTI DEL PESCARA: TRA DIVERTIMENTO, NATURA E TRADIZIONE

 

Non c’è che una stagione: l’estate. Tanto bella che le altre le girano attorno. L’autunno la ricorda, l’inverno la invoca, la primavera la invidia e tenta puerilmente di guastarla.

Ennio Flaiano

Manca poco all’arrivo del solstizio d’estate, uno dei momenti più importanti per l’antico mondo pagano.  È il momento in cui il sole raggiunge il suo picco massimo nel cielo, e sosterà lassù per tre giorni prima di riprendere la sua discesa negli Inferi il 24 giugno, giorno di San Giovanni e quindi della chiusura del Solstizio d’estate.
Il calendario astronomico aveva una forte valenza simbolica nell’antichità, gli astri, i cicli della natura, e tutte le rappresentazioni della Natura stessa, erano ponti di collegamento tra cielo e terra, tra l’uomo e le divinità e che si manifestavano attraverso gli elementi e gli eventi naturali.
Il solstizio è quindi il giorno del sabba di Litha per i pagani, mentre per gli antichi Egizi segnava l’arrivo della stella Sirio, che essi ritenevano responsabile dell’inondazione annuale del Nilo. Nell’antica Cina, invece, il solstizio d’estate era un momento di celebrazione della Terra e la femminilità delle forze yin, mentre il solstizio d’inverno celebrava i cieli, la mascolinità e le forze yang. Per i Romani ricorreva la festa del dio Summano al quale venivano fatte offerte e sacrifici di animali.
Per i celti era il giorno di Alban Hefin e da quel momento la stagione passa al regno di Oak, il cui simbolo era l’albero di quercia.
Tante tradizioni, e tante letture di una data speciale, un grande momento di “passaggio” e di estremi, di vita e di morte, di porte celesti che si aprono e porte celesti che si chiudono.
Sin dall’antichità, è così che l’uomo inizia a simbolizzare e ritualizzare l’evento astronomico. La raccolta delle erbe di San Giovanni e dell’olio di iperico, è una di quelle tradizioni che nasce appunto dal Solstizio. Così come, si diceva che la rugiada della notte di San Giovanni serviva a purificare dalle malattie; le donne, infatti si rotolavano nei campi bagnati dalla rugiada per aumentare la loro fertilità, oppure si bagnavano gli occhi per preservare la vista. In quella notte di antichi riti e magie le streghe si riunivano sotto un albero di noci per compiere i loro sortilegi. In Abruzzo c’erano decine di modi diversi per difendersi da loro, come per esempio ritirare i panni stesi dei bambini prima che facesse buio o sistemare dietro la porta di casa una pannocchia di granturco o una scopa.
Sono molte le tradizioni giunte fino ai giorni nostri che aspettano solo di essere “riscoperte” e raccontate alle nuove generazioni.
Ed è con questo spirito che noi di Abruzzo Forte e Gentile ci prepariamo a raccontarvi e a leggere nuove “vecchie” storie insieme a voi il giorno 20 giugno 2021, presso la Riserva naturale regionale Sorgenti del Pescara a Popoli.
Dalle ore 10 del mattino fino a sera, festeggeremo il Solstizio d’Estate con riti antichi e moderni, con canti balli, intrecci di ghirlande e rami portafortuna.
Insieme prepareremo l’acqua e l’olio di San Giovanni, e i sacchetti “magici”.
Una giornata all’insegna dell’allegria, della convivialità e della conoscenza.

Ti aspettiamo!

 

Per partecipare porta con te un barattolo in vetro e una ciotola in plastica con il coperchio, ti servirà per preparare l’acqua e l’olio di San Giovanni.


Per informazioni e prenotazioni

Rossella Tirimacco cell.3920027855
Filippo Tirimacco cell.3403708437