CASTELLI, UN ANTICO BORGO TRA CERAMICHE E NATURA

 

 

Ci troviamo questa volta in provincia di Teramo, a Castelli per la precisione, un piccolo paesino di circa 1100 abitanti, sito all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Posto alle falde sud-orientali del Gran Sasso d’Italia del gruppo del Monte Camicia, Castelli, fa parte del circuito dei borghi più belli d’Italia.

Il borgo si presenta come un piccolo gioiello incastonato ai piedi del monte Camicia, che con i suoi oltre duemila metri di prominenza, si erge maestoso innanzi al paese creando uno scenario di estrema bellezza
La nostra visita a Castelli, non era programmata, in realtà, prendendo la strada per l’Aquila, abbiamo pensato di fare un salto a Campo Imperatore, il grande altopiano utilizzato quale location per numerosi film. Mentre eravamo in macchina, eravamo così presi dal paesaggio che, alla fine abbiamo deciso di proseguire fino ad arrivare a Castelli.

 

La diversità dei paesaggi che contraddistinguono la zona del Gran Sasso, è infatti una delle più suggestive della regione. Dai paesaggi “lunari”, completamente spogli di alberi, si passa alle zone boscose, fino ad arrivare, più o meno all’altezza del bivio per Rigopiano  dove si può “vedere il mare”.

Dall’alto si può vedere il mare…

 

Dai 1600 metri, il punto più alto percorribile in macchina, lentamente siamo scesi d’altitudine fino ad arrivare ai  497 metri s.l.m.  altezza in cui è posto il piccolo borgo Castelli famoso per le sue ceramiche.

 

Giunti all’ingresso del piccolo paesino montano, la folta vegetazione boscosa sembra dare il benvenuto ai visitatori, in uno scenario quasi fiabesco. La produzione di ceramiche, antica tradizione dei castellani, risalente al XVI sec., sono la  punta di diamante dell’economia del paese.

I piccoli negozi di ceramiche, sono sparsi un po’ in tutto ovunque, nelle vetrine, in mostra  i più svariati oggetti, alcuni dei quali sono degli autentici capolavori d’arte.

Il monumento ai caduti e la chiesa di San Rocco risalente al XVII secolo

Decido di entrare in un piccolo negozio per comprare un souvenir, porto sempre con me come ricordo una calamita “a memoria” della visita fatta. Le calamite di Castelli, sono decisamente originali, è infatti la prima volta che compro una calamita interamente “realizzata a mano”…. e la differenza si vede.

Le ferite del terremoto sono ancora visibili

Mentre ci aggiriamo per le piccole viuzze del borgo, realizzo un’atmosfera  colorata, esattamente come i colori delle  stupende ceramiche castellane che sono in bella vista ovunque. Ma non c’è solo il colore… c’è anche il bianco e nero.  Mentre proseguiamo il nostro giro per il paese,  osservo quel “bianco e nero” nelle ferite del terremoto del 2009 ancora evidenti…  e lo dimostrano le numerose impalcature e cantieri messi in sicurezza da ormai dieci anni.I numerosi negozi di ceramica, che un tempo facevano i loro affari al centro storico, attualmente si sono dovuti spostare all’ingresso del paese per via di una ricostruzione piuttosto “lenta”.

Arrivati alla “balconata” ci godiamo il paesaggio, che merita di essere “contemplato” in religioso silenzio. La montagna sembra una cattedrale che domina su tutto il comprensorio, riportandoci indietro in un tempo indefinito…. in un mondo fatto di “sapienza e di attesa”.

 

Se c’è una cosa che ho imparato di questa terra è che vivere in un territorio montano, a stretto contatto con la natura, richiede imparare ad avere “pazienza”, saper attendere e nello stesso tempo restare vigili ad ogni più piccolo segnale della natura stessa.

Siamo sul finire dell’estate, l’aria inizia a rinfrescare e il vento si è alzato. Resto a guardare a lungo il monte Camicia…. la sua imponenza mi ipnotizza, ma si è fatto tardi. Un ultimo sguardo e riprendiamo la strada di casa, con la certezza che tornerò al più presto in questo piccolo borgo ai piedi di una montagna che gli fa da guardiano.

 

 

Rossella Tirimacco

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