ALIENI IN TERRA D’ABRUZZO: IL CASO AMICIZIA

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Quanto sto per descrivere è una storia accaduta nella mia regione, una storia poco conosciuta dalla gran parte di abruzzesi, ma molto seguita da quanti si occupano di ufologia. I fatti qui riportati si estendono in particolare lungo un periodo che va dal 1956 al 1978, anno in cui l’Italia fu protagonista di una massiccia serie di avvistamenti UFO e di sconvolgenti e sinora inspiegati fenomeni nel mare Adriatico, che all’epoca sembra ospitasse nei suoi fondali una gigantesca base allestita da un gruppo di razze extraterrestri particolarmente benevole nei nostri confronti e in lotta con altre fazioni animate da intenti apparentemente negativi.

Bruno Sammaciccia
Bruno Sammaciccia

E’ nel 1956 quando alcune persone abruzzesi, più precisamente di Pescara, Chieti, Montesilvano e uno di Sulmona, furono contattate, tutte insieme, da altre persone identiche a noi, ma di statura leggermente diversa (dai 60 cm ai 3,5 metri di altezza) che non erano di origine terrestre.
I contatti durarono circa 22 anni; questi amici, tra cui Bruno Sammaciccia di Montesilvano, sono tutte persone con una elevatissima cultura, con più lauree, in varie branche della scienza e tecnica. Essi hanno ricevuto certamente un bene con questa amicizia.
Questa storia, chiamata appunto AMICIZIA, è uscita allo scoperto solo dopo 40 anni dalla sua nascita nel 1956. Infatti è solo dopo la morte di Bruno Sammaciccia, avvenuta nel 2003, che il Dott. Roberto Pinotti, uno dei più importanti ufologi italiani, ha deciso di rivelare anche le proprie personali conoscenze sul caso, perchè nel testamento di Bruno, era presente la volontà che la storia venisse divulgata solo dopo la sua morte.

I contatti sono tutt’ora in corso, ma con altre persone e sempre abruzzesi. Ovviamente è bene precisare che questi W56 hanno contatti con persone di tutti i continenti, non solo con l’Italia, ma con la Francia, Germania, Russia, Cina, Medio oriente ecc. Sono in mezzo a noi, quelli che non danno troppo all’occhio per la loro altezza,  ma noi non ce accorgiamo, non ce ne possiamo accorgere sono parte di noi, da decine di millenni. Probabilmente non sono mai andati via del tutto, ma ora sono di nuovo qui e danno continuamente segnali della loro presenza ai loro prescelti, sì, perché sono loro che scelgono gli elementi da contattare successivamente e dipende tutto da loro.

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IL CASO AMICIZIA

Autore del racconto é Bruno Sammaciccia , che ha avuto contatti con loro per anni.
Tutto inizia nel 1956, quando Bruno Sammaciccia e due suoi amici entrarono in contatto con due misteriosi individui che si qualificarono come extraterrestri. Uno dei due era alto circa tre metri, l’altro appena un metro. Sammaciccia ed i suoi amici. inizialmente scettici, vennero in seguito portati in una enorme base sotterranea dove incontrarono altri extraterrestri. Videro anche i loro “giovani” che venivano educati ad apprendere sofisticatissime tecnologie e le tecniche di pilotaggio delle astronavi. Una volta convintisi di aver a che fare con dei veri extraterrestri, all’incontro parteciperanno sempre più persone decine di “insospettabili”: professori, ingegneri, operai, giornalisti, impiegati, casalinghe, persino un futuro Premio Nobel. Tra di loro li chiamano “W56” – anche se il vero nome degli alieni è Akri, “i Saggi” in sanscrito.

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Sammaciccia e i suoi amici iniziarono ad aiutarli in base alle varie incombenze che venivano loro richieste. Iniziarono fornendo agli alieni dei supporti materiali e organizzando il trasporto di frutta, cibo ed altri materiali mediante gruppi di camion che dovevano raggiungere la base ed essere svuotati senza destare sospetti negli autisti. In media ogni mese venivano fatti giungere almeno due camion alle varie basi in differenti regioni di Italia dove Sammaciccia ed i suoi aiutanti si trasferivano di volta in volta.

Sammaciccia descrive in prima persona i personaggi umani che furono coinvolti nella storia ed ebbero contatti diretti con gli extraterrestri. Queste persone in breve aumentarono di numero e il compito di Sammaciccia consisteva nell’aiutare gli alieni a preparare gradualmente l’umanità alla scoperta che sulla Terra vivono esseri di aspetto umano provenienti da altri pianeti. Molti di questi alieni potevano facilmente mescolarsi alla società umana e, se necessario, svolgevano professioni normali in mezzo a noi.

L'alieno W56
L’alieno W56

Il caso Amicizia, quindi, confermerebbe le affermazioni di numerosi rivelatori americani che parlano di alieni di aspetto umano perfettamente inseriti nella nostra società e che camminano in mezzo a noi. Alla fine Sammaciccia descrive un violento conflitto tra due fazioni di extraterrestri che avrebbero tentato di inflluenzare lo sviluppo umano e il futuro. Mentre la fazione “Amicizia” a cui egli prestava aiuto promuoveva una unione cosmica ed uno sviluppo basato sulla morale, l’altra fazione perseguiva esclusivamente il solo sviluppo tecnologico. Ciò portava a periodici scontri violenti tra i due gruppi. Alla fine le basi sotterranee degli Amici di Sammaciccia vennero distrutte nel 1978.
I sopravvissuti dovettero abbandonare la Terra ma promisero di tornare in futuro, quando l’umanità fosse stata più evoluta eticamente e pronta ad interagire con gli extraterrestri.
Verità o balle colossali? Chi può dirlo, possiamo credere..o almeno provare ad aprire le nostre menti, del resto.. c’è una certezza che siamo i soli su questa Terra?

Il documentario del caso Amicizia

Rossella Tirimacco

Citazioni e fonti
paolaharris.com
silverland.info
ilquotidiano.it
scienza.panorama.it

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